<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925</id><updated>2011-12-11T11:36:50.604+01:00</updated><title type='text'>BLOG DI TESTA</title><subtitle type='html'>CHE SUCCEDE IN ITALIA E NEL MONDO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-5632775205110969465</id><published>2011-12-11T11:35:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T11:36:50.609+01:00</updated><title type='text'>articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KE6KDtQlx3M/TuSHFAP7I2I/AAAAAAAATz0/MlGedgFQrOs/s1600/image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="204" width="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-KE6KDtQlx3M/TuSHFAP7I2I/AAAAAAAATz0/MlGedgFQrOs/s400/image.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
10 dicembre 2011 - 14.01   Quei maledetti 98 miliardi che lo Stato non vuole riscuotere &lt;br /&gt;
E se mentre vi stanno decurtando la pensione, obbligandovi a lavorare per altri 6 anni, vi dicessero che ci sono 98 miliardi di euro che lo Stato potrebbe riscuotere ma a cui non sembra per nulla interessato? E se mentre le accise sulla benzina aumentano e fare un pieno diventa un salasso veniste a sapere che sono 4 anni che i vari governi di destra, di sinistra e di impegno nazionale non fanno nulla per recuperare quella cifra enorme che, da sola, basterebbe a pagare gli interessi sul debito pubblico nazionale per un anno intero?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un po’ di storia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' il maggio del 2007 quando una Commissione Parlamentare prima, e il Gruppo Antifrodi Tecnologiche della Guardia di Finanza poi, al termine di una lunga inchiesta comunicano i risultati alla Corte dei Conti. E sono dati sconcertanti. Le dieci maggiori società concessionarie che gestiscono le slot machine avrebbero contratto un debito col Fisco per gli anni 2004-2007 pari a circa 100 miliardi. La truffa erariale più grande che la storia della nostra Repubblica ricordi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma come è potuto succedere? &lt;br /&gt;
Molto semplicemente, per legge le fameliche slot machine devono essere collegate con un modem ad un ricevitore della Sogei (Società Generale di Informatica controllata dal Ministero del Tesoro). Invece, i due terzi delle macchinette non sono collegate a questo sistema di controllo. E infatti nel solo 2006 le società indagate incassano il triplo dell’importo dichiarato al Fisco: 43,5 miliardi anziché 15,4. Dopo varie contestazioni e numerose penali – che lasciano ipotizzare un costante aumento della cifra che lo Stato deve riscuotere – si arriva, il 4 dicembre del 2008, al processo. Come spesso succede, tuttavia, i difensori contestano la competenza della Corte dei Conti obiettando che di tale questione deve occuparsi il Tar del Lazio. La disputa viene risolta dalla Cassazione, che nel dicembre del 2010 stabilisce che i giudici contabili possono continuare ad indagare. E infatti, nell’ottobre scorso, è ripreso il processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le responsabilità dei Monopoli&lt;br /&gt;
Pesanti responsabilità, se non addirittura connivenze, sembrano ricadere anche sull’Agenzia dei Monopoli di Stato (AAMS). &lt;br /&gt;
A denunciarlo è la stessa Commissione d’indagine che parla di “interrogativi” sorti durante l’inchiesta “su specifici comportamenti tenuti dai Monopoli in particolari occasioni” che “riguardano sia la fase di avvio delle reti telematiche e in particolare l’esito positivo dei collaudi allora condotti, subito dopo smentiti dall’esperienza applicativa, sia l’accelerato rilascio di nulla-osta di distribuzione per apparecchi nell’imminenza dell’entrata in vigore di una disciplina più stringente, sia infine l’omessa applicazione di sanzioni previste dalla legge e ‘l’invenzione’ di regimi fiscali forfettari”. E secondo quanto dichiarato da un membro della Commissione al Secolo XIX, “i Monopoli hanno autorizzato persino macchinette apparentemente innocue, giochi di puro intrattenimento, senza scoprire che premendo un pulsante si trasformavano in slot-machine. &lt;br /&gt;
L’applicazione di forfait ha permesso il dilagare di anomalie, perché la 'cifra fissa' è assai più bassa di quella che potrebbe essere rilevata dalle macchine. Così in moltissimi casi sono state dichiarate avarie, guasti, difficoltà di collegamento dei modem solo per poter pagare di meno, con una perdita secca per lo Stato di miliardi di euro”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Monopoli, in sostanza, avrebbero permesso e facilitato la dilagante evasione delle società concessionarie, “rinunciando a qualunque forma di sanzionamento che avrebbe dovuto essere attuata”. Oltre ai vertici de Monopoli, gravi accuse di corruzione sono state rivolte dalla Commissione a singoli funzionari che, attraverso “anomale procedure” e “retrodatazione delle autorizzazioni”, avrebbero permesso ad almeno 28 aziende (alcune delle quali oggetto di indagini da parte della magistratura per presunti reati di corruzione nei confronti di dirigenti dei Monopoli) di eludere le disposizioni introdotte successivamente dalla legge. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’immobilismo dei governi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto, i governi che si sono succeduti dal 2007 ad oggi - di sinistra, di destra e di impegno nazionale - continuano a restare imbambolati senza prendere una decisione al riguardo. L’ultima volta che se ne è parlato in Parlamento, l’estate scorsa, il ministro Vito ha rassicurato che «nel decreto anticrisi, attraverso la collaborazione con la Guardia di Finanza, sono stati attivati controlli e indagini sull’attività delle società stesse a garanzia del loro operato e per verificarne l’affidabilità». Che tradotto suona più o meno come in Don Raffaè: “Lo Stato che fa? S’indigna s’impegna poi getta la spugna con gran dignità!”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Slot, politica e Mafia: un intreccio pericoloso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si potrebbe essere maligni, a questo punto, e pensare che tanto immobilismo bipartisan sia dovuto alla presenza di uomini vicini a politici importanti nell’affare. E magari anche alle infiltrazioni della criminalità organizzata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atlantis ad esempio, una delle società concessionarie maggiormente impantanate nella faccenda (con sede fiscale nelle Antille Olandesi), ha un legale rappresentante che si chiama Amedeo Labocetta, un ex esponente di spicco di An a Napoli, oggi parlamentare del Pdl. &lt;br /&gt;
Lui però ha sempre stoicamente rimandato al mittente ogni accusa: “Faccio il deputato a tempo pieno, sono nella commissione antimafia e mi sento il custode di Montecitorio: sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene”. Peccato che questo stakanovista eroe della patria si sia reso protagonista di un episodio assai curioso, il 9 novembre scorso. Mentre le Fiamme Gialle stavano perquisendo un ufficio di Francesco Corallo, presidente di Atlantis, s’è intrufolato quatto quatto nel locale – insieme a Giulia Bongiorno, deputata di Fli – e ha portato via quello che ha definito essere un “suo” computer, invocando l’immunità parlamentare in faccia ai militari della Guardia di Finanza.  Francesco Corallo, proprietario di quell’ufficio romano e presidente di Atlantis, è un personaggio piuttosto importante.&lt;br /&gt;
Se non altro perché suo padre è quel Gaetano Corallo condannato a 7 anni di reclusione per associazione a delinquere. Si tratta di uno dei più importanti esponenti della mafia di Catania, in strettissimi rapporti con Nitto Santapaola, che avrebbe anche ospitato in una sua villa ai Caraibi durante la latitanza del superboss. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse, un giorno, qualcuno ci dirà come andrà a finire questa brutta storia. Intanto voi, cari Italiani, in nome del bene del Paese e in virtù della difficoltà del momento che stiamo attraversando, pagate e zitti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe width="440" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/yp_CvmOvLoQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-5632775205110969465?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5632775205110969465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5632775205110969465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/12/articolo-di-valerio-valentini-per.html' title='articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KE6KDtQlx3M/TuSHFAP7I2I/AAAAAAAATz0/MlGedgFQrOs/s72-c/image.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-8778159880949911172</id><published>2011-12-07T16:23:00.009+01:00</published><updated>2011-12-07T16:42:46.527+01:00</updated><title type='text'>HO CONOSCIUTO UN COETANEO OTTIMISTA.</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Domenico Lantieri :  C'E' UN SOLO MODO PER INTENDERE LA PAROLA "EQUITA'" IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA CHE STIAMO VIVENDO: INGAGGIARE LA "LOTTA CONTRO LA RECESSIONE". &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_67jOygBx0M/Tt-I2UFKXGI/AAAAAAAATwE/JTHXrF_cy7w/s1600/303179_275926505785665_100001049541917_894556_561345663_n.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="300" width="260" src="http://1.bp.blogspot.com/-_67jOygBx0M/Tt-I2UFKXGI/AAAAAAAATwE/JTHXrF_cy7w/s320/303179_275926505785665_100001049541917_894556_561345663_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
---------&lt;br /&gt;
----------  &lt;br /&gt;
Questo è un governo a pieno titolo e se è vero che il suo compito principale è quello dell'economia è vero anche che ha un ministro degli Esteri che dovrà gestire i nostri rapporti con il resto del mondo; un ministro dell'Interno che dovrà ...occuparsi non solo dell'ordine pubblico ma della lotta contro le mafie, e la criminalità; un ministro della Giustizia che avrà il compito di riformare l'ordinamento giudiziario, soprattutto quello della giustizia civile ma non soltanto; un ministro del Tesoro che dovrà occuparsi anche delle molte aziende pubbliche e in particolare di quelle che il Tesoro controlla; un ministro delle Comunicazioni cui incombe il tema dell'urgentissima riforma della Rai; un ministro dell'Istruzione che gestirà le scuole e le Università; un ministro dell'Integrazione e della Cooperazione che dovrà affrontare il gigantesco tema dell'immigrazione; un ministro della Coesione territoriale con il compito di far diminuire le diseguaglianze strutturali tra aree evolute e aree depresse.  Chi lo concepisce come un commissariato dell'economia e nient'altro che questo, ha la testa nelle nuvole o cerca pretesti per metterlo anzitempo in crisi.   Nel lessico politico corrente questo è stato definito il governo del Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche noi, anch'io, l'abbiamo chiamato così, ma forse (anzi senza forse) abbiamo commesso un errore.  In una democrazia parlamentare non esiste... un governo del Presidente perché sia per il suo insediamento sia per la sua permanenza è indispensabile la fiducia del Parlamento.   Non esiste un governo tecnico visto che la fiducia parlamentare si fonda su una maggioranza politica la quale si fonda a sua volta su una visione condivisa del bene comune.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I motivi e le forme che hanno condotto alla costituzione del governo Monti hanno le loro radici nella crisi economica in atto, ma questo non ha cancellato la natura della democrazia parlamentare.   Ho ricordato nell'articolo di domenica scorsa alcuni precedenti significativi. Ho ricordato il governo Fanfani del 1960 la cui maggioranza fu definita "delle convergenze parallele".   Ho ricordato il governo istituzionale concepito da Bruno Visentini come la sola e corretta applicazione della Costituzione, deformata da una "costituzione materiale" in cui la partitocrazia si sovrapponeva alla democrazia parlamentare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il governo Monti, motivato dall'emergenza dell'euro, realizza in pieno il ritorno alla Costituzione che configura con chiarezza sia il ruolo dei partiti sia quello del Presidente della Repubblica.   Il fatto che la partitocrazia abbia deformato la corretta applicazione costituzionale non significa che quando il governo Monti avrà compiuto la sua opera e realizzato i suoi obiettivi, tutto debba tornare come prima e la partitocrazia di nuovo dominante il campo.   Non significa insomma che nel maggio del 2013 si debba inalberare l'insegna dell'heri dicebamus.  La Costituzione è precisa su questi punti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I partiti non debbono essere le agenzie di collocamento delle loro clientele e non debbono occupare le istituzioni, ma comportarsi come organi di indirizzo politico e di raccolta del consenso dei cittadini attorno ad una concezione del bene comune, d'una scala di valori e di legittimi interessi che ogni partito rappresenta.  Contrassegna come spamDomenico Lantieri Le istituzioni dal canto loro sono gli strumenti erga omnes che traducono operativamente l'indirizzo della maggioranza, a patto di preservare la distinzione fondamentale tra lo Stato e il governo.  I governi cambiano se cambia il consenso popolare; lo Stato invece permane ed è il contenitore dell'interesse generale.   Su questa distinzione tra Stato e governo si aprì un dibattito storico quando fu formato lo Stato unitario 150 anni fa.  Ne discussero in Parlamento, nei loro scritti, nelle leggi costitutive di quello Stato, uomini del valore di Marco Minghetti, Silvio Spaventa, Ruggero Bonghi, Francesco De Sanctis e poi Giustino Fortunato, De Viti De Marco, Benedetto Croce, Luigi Einaudi.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tema era quello del rapporto tra i partiti e l'Amministrazione e l'altro strettamente connesso della giustizia nell'Amministrazione.  Penso che, per una sorta di eterogenesi dei fini, il governo di Mario Monti nato dall'emergenza sarà il pronubo d'un rapporto nuovo tra i partiti e le istituzioni e che questo debba essere l'essenza della terza Repubblica.    Penso e mi auguro... che il futuro Parlamento sia espressione vera e non fittizia del popolo sovrano che abbia il diritto di scegliere i propri rappresentanti.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso e mi auguro che i futuri governi siano sempre governi istituzionali che riflettano gli indirizzi della maggioranza parlamentare ma la cui composizione sia decisa dal capo dello Stato come la Costituzione prescrive con estrema chiarezza. Penso e spero che il Parlamento eserciti non solo il potere legislativo ma il controllo sull'attività del governo e cessi di essere il luogo di passiva registrazione dei suoi voleri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Penso infine che il presidente del Consiglio debba avere maggiori poteri rispetto ai suoi ministri e disporre di corsie privilegiate per i disegni di legge di speciale importanza e urgenza. Anche su questi punti il governo Monti rappresenta... un buon esempio che in futuro non dovrà più avere la motivazione dell'emergenza ma semplicemente quella della correttezza costituzionale.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 SU QUESTO PUNTO, "DARE MGGORI POTERI A CAPO DEL GOVERNO" HO QUALCHE PERPLESSITA'. DIPENDE CHI VIENE ELETTO "CAPO DEL GOVERNO".  LE ULTIME VICENDE SPERO CHE CI ABBIANO FATTO APRIRE GLI OCCHI.  Si ricava dalle precedenti riflessioni su quanto è accaduto e sta accadendo che il presidente Giorgio Napolitano non ha compiuto alcuna "forzatura costituzionale", come alcuni suoi critici gli hanno rimproverato in occasione della nascita dell'attuale governo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Napolitano ha valutato la drammaticità della crisi che scuote l'intero Occidente, ha incontrato più volte tutte le forze politiche e le più alte autorità europee e internazionali. Alla fine - dopo le volontarie dimissioni del precedente governo - ha nominato il nuovo presidente del Consiglio e i ministri da lui proposti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fatto che nessuno di quei ministri provenga dai partiti non è necessariamente il connotato dei governi istituzionali, i quali possono esser composti anche interamente da uomini di partito; ma la scelta non spetta alle segreterie, spetta ...al capo dello Stato e questa è una distinzione fondamentale che preserva l'essenza del governo-istituzione e toglie ai partiti una tentazione che deformerebbe il loro stesso prezioso ruolo.  Tante cose si dovranno ancora fare per dar corpo alla terza Repubblica: una legge elettorale che restituisca ai cittadini la sovranità effettiva che loro compete, la trasformazione del Senato in Camera di rappresentanza delle Regioni, lo sfoltimento del numero dei parlamentari, i consorzi tra piccoli Comuni, lo snellimento degli ospedali e dei tribunali e tante altre cose ancora.  La normalità intesa come ordinaria amministrazione è ancora molto lontana. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  C'è da ricostruire uno Stato, per di più federale, improntato a criteri di efficienza, modernità e solidarietà sociale e territoriale molto più di quanto non lo sia lo Stato centralista.   Questo sarà il compito della terza Repubblica che - è bene ripeterlo - è già cominciata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
   -------------------   Post scriptum. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il governo Monti ha deciso di presentarsi martedì sera al "talk show" di Bruno Vespa dopo essersi presentato in Parlamento domani pomeriggio e martedì mattina ad una conferenza stampa con i giornalisti italiani e poi con la stampa estera. C'è un più di troppo, onorevole presidente del Consiglio. Se voleva comunicare con gli italiani doveva scegliere il "caminetto" come hanno sempre fatto i presidenti della Repubblica e i presidenti del Consiglio in occasione di speciali ricorrenze o circostanze. Se voleva essere interrogato dai giornalisti dovevano bastare le conferenze stampa ad essi riservate.   Lei ricorderà certamente il Vangelo di Matteo dove è detto che "il di più è del Maligno".  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Con tutto il rispetto personale per Bruno Vespa, quello è "un di più" che a molti darà grande "fastidio".   SU QUESTA OSSERVAZIONE SONO PERFETTAMENTE D'ACCORDO.  ANDARE A "PRIMA PORTA" - PARDON! A "PORTA A PORTA", PER PARLARE AL POPOLO, NON E' IL MASSIMO!!!!  HO DATO MOLTO SPAZIO ALLE DEDUZIONI ILLUMINATE DI EUGENIO SCALFARI. SIAMO ALLA TERZA REPUBBLICA!!!  SENZA "SE" E SENZA "MA". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SPERIAMO CHE SI REALIZZI IN MODO STABILE, E CHE SI RIESCA A RIFORMARE LE MENTI DEGLI TALIANI E PORTARLE VERSO IL VERO CONCETTO DI UNA DEMOCRAZIA REALE, NEL RISPETTO DELLA NOSTRA COSTITUZIONE, CHE IN QUESTI ULTIMI 17 ANNI E' STATA VILIPESA E DISTORTA. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  GRAZIE AD EUGENIO, MA, MOLTO DI PIU', A GIORGIO, CHE NE E' STATO L'ARTEFICE.   CI SONO TUTTI GLI ELEMENTI PER SPERARE IN UN FUTURO MIGLIORE, COME L'ITALIA MERITA.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-8778159880949911172?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8778159880949911172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8778159880949911172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/12/ho-conosciuto-un-coetaneo-ottimista.html' title='HO CONOSCIUTO UN COETANEO OTTIMISTA.'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_67jOygBx0M/Tt-I2UFKXGI/AAAAAAAATwE/JTHXrF_cy7w/s72-c/303179_275926505785665_100001049541917_894556_561345663_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-4822413523735259913</id><published>2011-11-17T09:52:00.004+01:00</published><updated>2011-11-17T11:16:36.330+01:00</updated><title type='text'>IMPERDIBILE MICHELE SERRA</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Giacomo Salerno
Un governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco. (In pratica: un governo Prodi, però libero dal ricatto bilaterale di Mastella e di Bertinotti). Ognuno è libero di trarne le conclusioni che crede, e ovviamente ogni critica, in questo clima di unanime consenso, sarà la benvenut...a. Ma date retta, prima di aprire il rubinetto dei vostri dubbi fate come ho fatto io ieri, subito dopo avere letto la lista dei ministri: cercate in rete il video “Meno male che Silvio c'è”, dura neanche due minuti ma è un sunto fantastico della catastrofe antropologica dalla quale (forse) siamo appena sortiti. Rivederlo e sentirsi miracolati, guariti dalla peste, redenti dalla dannazione è tutt'uno. Il grigio-banca del governo Monti sembra un antidoto alla pacchianeria sgargiante che ci ha sommersi, incanagliti, instupiditi per tanti di quegli anni che quando vediamo passare in televisione, tra gli stucchi di Palazzo, una faccia normale, una persona noiosa, sbarriamo gli occhi per l'incredulità. Per ogni ministro nominato, fate così: cercate di ricordarvi chi era il suo predecessore. Vedrete che in nove casi su dieci il passo in avanti è stato grandioso. A prescindere.

(Michele Serra) http://www.youtube.com/watch?v=WXf-YbsSh0Y&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

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&lt;strong&gt;PARERI DISCORDANTI...

&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jRzBUTf9Q4I/TsTdh_NhE5I/AAAAAAAAS-s/VjKXBvv91MI/s1600/image.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jRzBUTf9Q4I/TsTdh_NhE5I/AAAAAAAAS-s/VjKXBvv91MI/s400/image.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675905006367216530" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt; Chi sono i signori nella foto? Li conoscete? Li avete mai visti prima d'ora? Li avete mai sentiti parlare? Qualcuno di loro vi ha per caso spiegato cosa vuole fare? Siete d'accordo con lui? No, e come potreste: non sapete neppure chi siano. I loro nomi sono noti solo a pochi. Sono èlite provenienti da un'altra dimensione, apparse solo per i brevi istanti necessari a fare una foto di gruppo. Vi passano accanto nascosti dai vetri opachi delle auto blu: loro vedono voi, ma voi non vedete loro. Ne discendono solo per infilare porte girevoli e svanire nelle lussuose hall dei loro uffici di vetro. Opaco pure quello. Se provate a seguirli vi buttano fuori. Mica loro, che non ci fanno neanche caso: i loro sgherri. Non potete fargli domande: non rispondono. Non vi guardano mai negli occhi. Del resto, cosa potrebbero spiegarvi che voi possiate capire? Loro sono. Loro hanno. Loro possono. Loro arrivano e loro fanno. Ed è tutto.

La definizione di tiranno non è "colui che governa male": tiranneggiando, appunto. I tiranni erano coloro che prendevano il potere senza esserne pienamente legittimati. Questo governo di banchieri, eletto dal Corriere della Sera, da Prodi, da Banca Intesa, da CL e da Ruini, questo governo dei Passera, dei Profumo, delle donne più ricche d'Italia, questo governo degli ammiragli non è legittimato. La Costituzione non lo prevede. Il Parlamento che ha svolto le consultazioni non è stato eletto dal popolo ma nominato dai partiti. I partiti stessi non hanno più nessuna voce in capitolo: sono ostaggi del potere economico finanziario. Se mai osassero rifiutare il loro voto, un colpo di spread li metterebbe alla pubblica gogna. E loro non possono permetterselo: in fin dei conti, potrebbero perfino esserci nuove elezioni, in futuro. 
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ifO34CdstK8/TsTeYLGut-I/AAAAAAAAS-4/jzxLugnUmow/s1600/image.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ifO34CdstK8/TsTeYLGut-I/AAAAAAAAS-4/jzxLugnUmow/s400/image.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675905937272911842" /&gt;&lt;/a&gt;
 Questi diciassette tiranni, nella definizione classica del termine, avranno cambiato l'Italia prima ancora che voi abbiate imparato i loro nomi. E c'è ancora gente che si ostina a chiamarla democrazia.
Diciassette tiranni avranno cambiato l'Italia prima ancora che voi abbiate imparato i loro nomi. E c'è ancora chi che si ostina a chiamarla democrazia.

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 da il Fatto quotidiano,
 10 novembre 2011

Berlusconi non si è dimesso. Ha promesso che lo farà, e le sue promesse sono meno autentiche dei suoi capelli. Berlusconi in realtà vuole continuare a comandare, ad esercitare la smisurata e anticostituzionale concentrazione di potere che ha precipitato l’Italia in un regime. Ha cercato di tirare a campare mantenendo il gioco nelle sue mani, il famoso maxi-emendamento a cui condizionare le dimissioni. Magari infilandoci i soliti provvedimenti ad personam per le sue aziende e il suo testamento (contro Veronica e i di lei figli), e per la sua impunità giudiziaria. Lo ha fatto in passato, perché mai non anche ora? 

Berlusconi ha provato addirittura a commissariare Napolitano, intrecciando maxi-emendamento “europeo”, dimissioni e voto anticipato in un’unica e indissolubile vicenda. Il presidente della Repubblica, concedendogli le dimissioni in differita, ha forse sottovalutato una volta di più che Berlusconi è animale politico della specie caiman crocodilus, famiglia alligatoridae, che già un anno fa utilizzò lo spostamento di un mese del voto di fiducia per comprarsi i voti mancanti. Se ne deve essere accorto, se ha diffuso la nota tagliente e irrituale con cui dà l’altolà agl’incombenti trucchi di Berlusconi. 

Se ne devono essere accorti anche le opposizioni, pronte purtroppo a digerire il maxi-emendamento senza nessuna dose di equità, che hanno però imposto un calendario a tappe forzate: voto al Senato venerdì, alla Camera sabato, dunque domenica Berlusconi già fuori da Palazzo Chigi. Berlusconi giura e spergiura (le due cose in lui fanno tutt’uno) che non si ricandiderà, ma si può scommettere che farà carte false e gesti da piromane per impedire che le dimissioni significhino la sua fine politica (e del potere anticostituzionale accumulato), per prolungare l’agonia e cercare di rovesciare i verdetti. 

Lo spread è a livelli da default, da rovina per i milioni di italiani che possiedono titoli di Stato. L’essenziale della (im)moralità di Berlusconi è tutta qui: per evitare la propria fine, ben venga la catastrofe del Paese. Contro i prossimi trucchi criminali di questo Mackie Messer, è sperabile che l’opposizione sia pronta e agguerrita. 

p.s. 

Come volevasi dimostrare: appena ha capito che Napolitano darà comunque a Monti l’incarico, Berlusconi ha scoperto che “Monti è una scelta ineludibile”, e si prepara a condizionarlo: vuole che al ministero della Giustizia resti il “suo” Nitto Palma. Naturalmente a far cambiare opinione (è il suo nuovo “giuro e spergiuro”: ieri sulle elezioni anticipate, domani chissà) a Berlusconi non sono stati i destini dell’Italia ma il crollo in borsa di Mediaset, che per lui sono la stessa cosa.

Ora vedremo cosa faranno Napolitano e Monti, per la giustizia e per il sistema televisivo, le due uniche cose che interessino a Berlusconi. Alla speculazione finanziaria l’impunità di Berlusconi e la negazione della giustizia eguale per tutti, ovviamente non importano nulla. Ma agli italiani in carne ed ossa sì. Sarà una cartina di tornasole per il nuovo governo, almeno quanto la “equità” (che non ci sarà) sui provvedimenti economici. Se Napolitano e Monti daranno su questo garanzie a Berlusconi vorrà dire che si saranno piegati: oggi la loro credibilità presso gli italiani è altissima (non sempre meritatamente, a modesto parere di chi scrive), ma sull’impunità a Berlusconi e il monopolio ai vari Minzolini potrebbe crollare di colpo.

(10 novembre 2011)

 I BLOG DI MICROMEGA &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-6015278221567234822?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6015278221567234822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6015278221567234822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/11/finale-col-trucco.html' title='Finale col trucco?'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-8851569747478013599</id><published>2011-10-31T08:35:00.005+01:00</published><updated>2011-10-31T08:43:57.398+01:00</updated><title type='text'>Per quanto voi vi crediate assolti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NWHzCGeOB_8/Tq5PysPq_XI/AAAAAAAASUU/_-o2VzaJByI/s1600/VITA.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 480px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NWHzCGeOB_8/Tq5PysPq_XI/AAAAAAAASUU/_-o2VzaJByI/s400/VITA.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669556713194978674" /&gt;&lt;/a&gt;


&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-t5b3PLPFQYY/Tq5RYUdMU7I/AAAAAAAASUg/HSZ7I36JdTI/s1600/41693_1389532731_3682_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-t5b3PLPFQYY/Tq5RYUdMU7I/AAAAAAAASUg/HSZ7I36JdTI/s400/41693_1389532731_3682_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669558459155895218" /&gt;&lt;/a&gt;
  …Leadership e democrazia 
di Gianpaolo Carbonetto
&lt;strong&gt;Questa volta vorrei non
parlare di Berlusconi: per lui
mi limito a segnalare che 
signore, dopo aver incentivato 
per legge il gioco d’azzardo 
via internet, è entrato anche
in quel giro di affari creando
un altro gigantesco conflitto
di interessi.

Questa volta vorrei cominciare un ragionamento – anzi, se possibile, un dialogo – sul PD. E vorrei cominciare da quello che è accaduto alla Leopolda di Firenze dove Matteo Renzi ha radunato i “rottamatori” dando una poderosa mano a innalzare il tasso di litigiosità all’interno di un partito che dovrebbe vincere a mani basse le prossime elezioni purtroppo non tanto per la bontà dei programmi propri, quanto per l’impresentabilità di quelli altrui.

Devo confessare che il personaggio non mi è particolarmente simpatico perché mandare a casa delle persone soltanto guardando la carta d’identità, o il numero dei mandati, senza preoccuparsi della qualità di quelle persone, mi sembra una evidente generalizzazione che, come tutte le generalizzazioni e le eccessive semplificazioni, è una pericolosa sciocchezza che, tra l’altro, si dimostra tale già in alcune frasi pronunciate da Renzi stesso. Eccone una: «La storia nuova la scrivono i pionieri e non i reduci», dimenticando evidentemente che la nuova storia dell’Italia democratica è stata scritta nella Costituzione dai reduci della Resistenza e che sono stati i pionieri delle “novità” sociali a tentare di riportarci a quella storia vecchia, evidentemente dimenticata da troppi, ma altrettanto evidentemente mai morta.

Ma su almeno una cosa con Renzi sono d’accordo e confermo quello che ho già scritto qualche commento fa: i politici si occupano di alleanze, ma agli elettori interessano i programmi, o, meglio, gli obbiettivi.

E vedo di andare oltre rilevando che non sono pochi coloro che individuano una delle cause delle difficoltà del centrosinistra nella mancanza di “leadership”. Io, invece, sono convinto che quello che serva – e scusate il neologismo che faccio mio mutuandolo da Claudio Scarpa, pensatore ancor prima che teatrante – sia una “teamship”.

La crisi di leadership, infatti, può anche essere vera, ma vedo questa affermazione come uno dei modi per tentare di lavarsi mani e coscienza. In questo modo, infatti, ognuno può dire: «Quello che succede non è colpa mia, perché io non posso essere un leader in quando non ne ho la statura, la prearazione, la cultura e, se i leader a disposizione sono davvero scarsetti, se non del tutto impresentabili, non posso farci niente». Se invece la crisi è di “teamship”, allora la cosa mi riguarda perché nel team, nel lavoro di gruppo, c’entro anch’io; perché sono chiamato anch’io, comunque e sempre, a dare il mio contributo. E se non lo faccio sono anch’io a danneggiare la comunità.

Questa crisi di “teamship”, non è inevitabile. In Friuli una prova la si è avuta – evidente – 35 anni fa, quando un intero popolo, a prescindere da situazioni e convinzioni diverse – sociali, religiose, linguistiche, politiche – è riuscito a compiere quel miracolo che chiamiamo ricostruzione dal terremoto del 1976. E sono convinto che se in quella circostanza ci fossimo trovati nella situazione politica attuale non ne saremmo venuti fuori. E non soltanto per la caratterizzazione politica della conduzione attuale della Regione, ma perché quella volta importanti non erano i leader, bensì i team. O, meglio, i leader erano importanti perché si sentivano tali soltanto fino a un certo punto, visto che poi sapevano confrontarsi, mediare e decidere con gli amici e con gli avversari. Mentre oggi di questi tre verbi resta vivo – e non sempre – soltanto il terzo.

Credo che siano molte le cose che hanno portato a questa situazione, ma che quella più importante, anche se i più lo vedono come un ininfluente tecnicismo, sia stato il passaggio dal proporzionale al maggioritario, perché con il proporzionale e con quelle coalizioni non corazzate che obbligava a fare, gli amministratori della cosa pubblica erano obbligatoriamente abituati a confrontarsi, a discutere, a mediare – che poi è la vera essenza della democrazia – ed erano anche costretti a capire il vero pensiero dell’altro, a saperne cogliere le cose buone e a buttare quelle cattive. Oggi ogni valutazione finale sulle cose da fare è demandata soltanto al conteggio della quantità di voti che si hanno a disposizione. 

Quella volta, insomma – visto che cultura è andare a fondo nelle parole, capire ed elaborare – si è fatta vera cultura facendo vera politica. E questo è importantissimo perché sono convinto che quella che stiamo attraversando non sia soltanto una crisi economica, ma, soprattutto, una crisi culturale. E come si può uscire da una crisi culturale senza cultura? Soprattutto pensando che la caratteristica principale della cultura è la responsabilità e non la voglia di apparire.

Un’ultima cosa: sono perfettamente d’accordo sul fatto che come deve sparire il berlusconismo, così deve sparire l’antiberlusconismo. Ma non prima di un minuto dopo che il berlusconismo sarà scomparso dalla faccia dell’Italia.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-8851569747478013599?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8851569747478013599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8851569747478013599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/10/blog-post.html' title='Per quanto voi vi crediate assolti'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NWHzCGeOB_8/Tq5PysPq_XI/AAAAAAAASUU/_-o2VzaJByI/s72-c/VITA.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-1521221915744574001</id><published>2011-10-31T03:31:00.002+01:00</published><updated>2011-10-31T03:37:11.829+01:00</updated><title type='text'>C’è la crisi ma per chi?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Trader, default, spread, orsi e tori: termini che ormai sono entrati nei nostri discorsi quotidiani: è il linguaggio ai tempi della crisi. Ma come stanno effettivamente le cose? Qual è lo stato reale dell’economia?

&lt;iframe width="490" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/s_WKSOZjcK0" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;



&lt;iframe width="490" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/k5ZCdoFuAkQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;



 I valori dei prodotti delle operazioni finanziarie, per esempio, sono stati otto volte superiori a quelli che producono tutti insieme settori vitali della nostra economia come l’agricoltura, le industrie e i servizi. 
Come al solito c’è chi prende tanto, chi sempre di meno e chi rimane a bocca asciutta. Ma quanto potrà continuare questo meccanismo.
 Dipende solo da quanto sarà capace, chi ha interesse a non spartire la torta in parti uguali, a raccontare che il tesoro non c’è più.
 E soprattutto da quanto sarà bravo nel convincerci che la nostra qualità di vita dipende esclusivamente da come funzionano, giorno dopo giorno, i mercati finanziari. 
Così il nostro futuro , e quello degli Stati è legato ai complessi giochi della speculazione in Borsa e alle decisioni di Banche Centrali e enti sovra-nazionali. Report, in un’inchiesta di Michele Buono , è andata a vedere come stanno realmente le cose e chi sono le agenzie di Rating che con un semplice voto decidono la nostra sopravvivenza o disperazione.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-1521221915744574001?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/1521221915744574001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/1521221915744574001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/10/ce-la-crisi-ma-per-chi.html' title='C’è la crisi ma per chi?'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/s_WKSOZjcK0/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-8502104838933629225</id><published>2011-10-27T16:32:00.008+02:00</published><updated>2011-10-27T18:19:27.955+02:00</updated><title type='text'>COMUNISMO OGGI</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Renato Ghittoni:
IL COMUNISMO NON E' CERTO UN FENOMENO OMNICOMPRENSIVO E LA PAROLA "COMUNISMO", PURTROPPO - PER QUESTO MOTIVO - E' ALTAMENTE INFLAZIONATA (MA, INVECE, E' SEMPRE ATTUALE QUELLO CHE DESCRIVEVA MARX).

Il comunismo è un fenomeno culturale che sta rinascendo e sta assumendo una forma moderna, perchè già cominciano a ribellarsi i giovani (e non solo) del paese più capitalistico del mondo gli Usa... il paese del cosiddetto benessere portato dal liberismo (...delle mani libere), quello cioè della privatizzazione dello Stato.

MA IN ITALIA, INVECE, NE SIAMO ANCORA MOLTO LONTANI!!
Anche se lo scoramento di molti - per la faccia grintosa dell'Europa - non li aiuta a capire bene la situazione, io ritengo che INVECE siamo all'inversione di tutto ciò che furono quasi due secoli di capitalismo industriale (e non)!
Penso sia un errore, aspettare di trovarsi sommersi dalla cacca fino al collo, per poi sperare di potersi ribellare: invece così sarà molto più difficile (se non impossibile).

Infatti, molti di noi hanno - nell'immaginario colletivo - le vicende che la Storia ci ha trasmesso delle due autentiche rivoluzioni moderne in Europa, quella francese e quella russa. 
Ma le forze dell'ordine di quei tempi erano quantitativamente e soprattutto qualitativamente non paragonabili con le soverchianti e attrezzatissime forze di polizia odierne! 

Dunque soltanto una rivoluzione culturale può costituire una speranza, ma ne siamo ben lontani qui in Italia, considerando non solo che il berluskonismo è - come in nessun paese del mondo occidentale - proprietario fortissimo (e terribile) della comunicazione, ma il guaio grosso è che anche i comunicatori non ancora definitivamente asserviti al tycoon, è tutta gente che..gode di stipendi che partono da un MINIMO di 6-7 VOLTE LO STIPENDIO DI UN OPERAIO. 
Dunque gente che non avverte nelle proprie carni, il dramma sociale che si sta mettendo in atto, dalle pensioni alla immediata possibilità di licenziamenti!
Perchè SI TRATTA SOSTANZIAMENTE DI GENTE PARECCHIO BENESTANTE,QUANDO NON SI TRATTI DI GENTE "MOLTO ARRICCHITA".

&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qUDFXytnup4/Tqlu4bbjS1I/AAAAAAAASRQ/JptoNa5800U/s1600/294429_10150445960457329_390904912328_10510736_118553435_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qUDFXytnup4/Tqlu4bbjS1I/AAAAAAAASRQ/JptoNa5800U/s320/294429_10150445960457329_390904912328_10510736_118553435_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668183521737526098" /&gt;&lt;/a&gt;

Laura Picchetti:
vedi Renato io sono stata in Cina e prima ancora a Mosca per il primo maggio.....tantissimi anni fa.....FORSE L'HO GIA SCRITTO.
........
Io ritengo che noi siamo qui anche per sviscerare problemi e NON PER DARE  spago a quello che se ne deve andare ( IL BERLU).
Noi dobbiamo invece di guardare avanti a nuovi possibili modi di pensare  e di credere in noi stessi. ....SENZA  UTILIZZARE PIU' VECCHIE  ETICHETTE ORAMAI UN TANTINO STANTIE. LASCIAMO IL BERLU DIRE FESSERIE,TANTO .NON DURA MINGA,  MA PENSIAMO CON LA NOSTRA TESTA E NON CI FACCIAMO ABBINDOLARE DAI SUOI SCAGNOZZI SGUINZAGLIATI IN OGNI DOVE.

  
LO SO ! CI SEMBRA CHE MANCHINO LE TESTE, I PENSATORI,   MA CI DEVONO PUR STARE DA QUALCHE PARTE...&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

&lt;iframe width="460" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/lngt5kVD4PA" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;


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E IO PAGO!!!

&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-J4JcX8t1LfY/TqlxD3WdVvI/AAAAAAAASRc/kvsXtYrkFXs/s1600/OCCHIALI.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 420px; height: 351px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-J4JcX8t1LfY/TqlxD3WdVvI/AAAAAAAASRc/kvsXtYrkFXs/s320/OCCHIALI.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668185917234173682" /&gt;&lt;/a&gt;

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&lt;strong&gt;Questa è la storia, ironica, ma emblematica di come è diventata la nostra Italia - di Graziano
.pubblicata da Paola Bozzini 


26 ottobre 2011 alle ore 15.43. 

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se una potenza nemica attaccasse l'Italia?
Proviamo ad immaginare. Il Nemico, diciamo la Repubblica delle Banane, dichiara guerra ed ammassa il suo esercito lungo le Alpi e la sua flotta lungo il Tirreno. 

Primo giorno:

il tg 1 dà la notizia dopo lo sport. Nessuna reazione dai politici.
Secondo giorno:Berlusconi dice che va tutto bene, lui é amico del presidente della Repubblica Delle Banane, non sussiste pericolo. Bossi insulta  chi lo intervista. Calderoli va in Tv con la maglietta” Repubblica delle Banane merda.”
Di Pietro chiede le dimissioni di Berlusconi.Napolitano si appella all'unità nazionale.Casini chiede un gesto di discontinuità.Le parti sociali chiedono di essere sentite.

Terzo giorno:

Berlusconi compare in TV e dice che, invero, si tratta di una mossa eversiva dei magistrati di Milano.
Bossi dice che la Padania non corre alcun pericolo. Degli altri non gli frega niente. (pernacchia).
La FIOM dice che é un complotto della Fiat. Intanto, il nemico sfonda al Brennero.
La CGIL esprime contrarietà. Pannella inizia lo sciopero della fame. DiPietro chiede le dimissioni di Berlusconi.Bersani chiede un passo indietro.

Quarto giorno:

Berlusconi compare in tv e, con un sorriso complice, dice:  " ho risolto tutto, grazie ad una serata galante con la figlia del presidente della repubblica delle banane. Ora siamo amici, il loro esercito si é ritirato dal Brennero"
Berlusconi non sa che il nemico ha cambiato strategia ed ora attacca dal mare. 

Quinto giorno:

La tv annuncia che il nemico é sbarcato in Sicilia.  Bossi dice: la cosa non ci riguarda. Gli fanno notare che la Sicilia fa parte dell'Italia. Lui mostra il dito medio.
Casini chiede la convocazione di un tavolo di crisi con le forze sociali. D'Alema si dice contrario e propone l'istituzione di una Commissione Bicamerale ( si dice pronto a presiederla) per decidere la strategia difensiva. La CGIL minaccia uno sciopero.

Sesto giorno:

Il nemico arriva in Calabria e, nel contempo, sfonda in Friuli.
Il governo convoca le Parti sociali e le Opposizioni, per decidere come difendere la Patria.Napolitano manda un messaggio di auguri nel quale ricorda che sarebbe increscioso essere conquistati da una potenza nemica proprio nel 2011. Bossi chiede cosa c'entra il 2011.  Gli spiegano che é per via del centocinquantesimo dell'Unità d' Italia. Lui rutta.

Settimo giorno:

Ha inizio la  riunione.  Berlusconi dà il benvenuto a tutti ma pare distratto: il suo sguardo é attratto dal vestito trasparente della Prestigiacomo.  Bossi si é portato il figlio Renzo per fare pratica:  gli dice di prendere appunti,  perché dovrà fare il riassunto del convegno; Renzo appare disorientato e, di nascosto, telefona al CEPU per farsi spiegare il significato di "appunti"  ( credeva fossero punti appuntiti) e " riassunto".
Di Pietro chiede le dimissioni del governo; Bersani chiede un passo indietro.
La Russa propone di bombardare il nemico con l'aviazione; Tremonti si oppone perché costa troppo. 
La Russa propone allora di usare il gas, almeno contro il nemico che ha invaso la Sicilia e la Calabria.
 Casini si oppone perché sarebbe messa in pericolo la popolazione locale. Bossi dice:" chi se ne frega, son tutti terroni!"  
Brunetta gli fa  notare che sono italiani anche loro. 
Bossi replica: “non rompere i c...i nano!” 
E mostra il dito medio.
La Russa propone di mandare i Bersaglieri; la CGIL chiede che prima sia rinnovato il contratto, sia concesso un aumento di salario e siano diminuite le ore di lavoro. Sacconi, Ministro del Lavoro, fa notare che non esiste il CCNL dei bersaglieri. La Camusso, indignata, proclama sei giorni di sciopero generale.  Pannella inizia  lo sciopero della sete.
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BiB6qEnL8Bk/TqkcXWjWUmI/AAAAAAAASRE/QQ4nuxVkUDU/s1600/safe_imageCA6I3E3F.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-BiB6qEnL8Bk/TqkcXWjWUmI/AAAAAAAASRE/QQ4nuxVkUDU/s320/safe_imageCA6I3E3F.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668092793538892386" /&gt;&lt;/a&gt;

Ore 18. 
La riunione é sospesa perché quella sera gioca l'Inter in coppa e il ministro della Difesa deve prendere un aereo (di Stato) per arrivare in orario allo stadio.
Renzo Bossi ne approfitta per copiare gli appunti della Bindi; poi li manda al CEPU per farsi fare il riassunto.  Berlusconi si assenta qualche ora per rilassarsi con la Minetti.

Ottavo giorno:

Arriva un messaggio di Napolitano che contiene un severo monito.
Il nemico é arrivato a Verona.  La Russa é furibondo: l'Inter ha perso ed è eliminata dalla coppa.
Bossi arriva in ritardo fumando il sigaro; Casini chiede serietà. Di Pietro chiede le dimissioni del governo. Bersani chiama Penati ed esulta: abbiamo i fondi per finanziare la difesa. 
Però  serve un passo indietro del governo .
Si va avanti a discutere sino a sera.  Alla fine arriva un telegramma di Napolitano che dice di essersi stufato: si mandi l'esercito a difendere la Patria. ( Renzo Bossi chiama di nascosto il CEPU per sapere cosa sia l' apatria). Calderoli é felicissimo perché può mostrare la sua nuova maglietta con scritto: vi romperemo le ossa.
La CGIL, pur esprimendo rispetto per il Presidente, fa notare che, sino a quando non si é rinnovato il CCNL i soldati non si muovono: altri sei giorni di sciopero! 

Nono giorno:

Tutti al mare. 

Decimo giorno:

Compare in TV il presidente della Repubblica delle Banane ed annuncia di avere conquistato l'Italia e arrestato governo, deputati, senatori e parti sociali. Tutti mandati a lavorare nel circo locale, dove, peraltro, si trovano benissimo: Bossi ha fatto amicizia coi gorilla e rutta in continuazione; Berlusconi ha trovato una femmina di scimpanzé che é carinissima. 
Bersani passa il tempo a smacchiare i leopardi.Unico problema, la Camusso: ha convinto i clown del circo a scioperare. 

Un mese dopo:

Gli Italiani decidono di fare da soli e, armati di forche e badili,  si sbarazzano in tre giorni delle forze nemiche. 
 Secondo voi, andranno al circo a liberare i politici e le parti sociali?
Fine. 
.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-1069693250030956888?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/1069693250030956888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/1069693250030956888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/10/bagatella-estiva.html' title='BAGATELLA ESTIVA'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-A9zfC5E0iwA/TqkcHnqnmGI/AAAAAAAASQ4/JPKJUSMgZSk/s72-c/305250_298671093477551_100000039872443_1347438_1123336845_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-3343785057146079200</id><published>2011-10-26T18:28:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T18:31:09.155+02:00</updated><title type='text'>Fronda Pdl prepara lettera al premier</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;"E' arrivata l'ora del passo indietro"Alcuni parlamentari del Pdl stanno lavorando ad una lettera-appello a Berlusconi, nella quale si chiede ancora al presidente del Consiglio di dimettersi e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l'UeROMA - 
Dopo il sì dell'Europa a Silvio Berlusconi le acque restano agitate nella maggioranza. Alcuni parlamentari del Pdl stanno lavorando ad una lettera-appello al premier, nella quale si chiede ancora a Berlusconi di fare un passo indietro e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l'Ue.

Già ieri il timore delle urne aveva spinto i frondisti del centrodestra a rialzare la testa. 
Nel pomeriggio si erano riuniti gli "scajoliani" e stando alle indiscrezioni Beppe Pisanu e altri dieci senatori sarebbero pronti a muoversi prendendo spunti dal decreto sviluppo, che arriverà a palazzo Madama. 
Un nodo sul quale i ribelli potrebbero compiere il loro blitz e arrivare alla rottura definitiva. Ma il tempo sta scadendo, la finestra per formare un governo tecnico sta per chiudersi. 
"Restano pochissimi giorni", li ha avvertiti ieri Casini, poi le elezioni saranno ineludibili".&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-3343785057146079200?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/3343785057146079200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/3343785057146079200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/10/fronda-pdl-prepara-lettera-al-premier.html' title='Fronda Pdl prepara lettera al premier'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-5136950502516943619</id><published>2011-10-26T05:27:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T18:31:57.515+02:00</updated><title type='text'>NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;(Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani,
agli adolescenti e a persone del tutto digiune
di economia)

P. Allora nonna, riassunto delle puntate precedenti.
Spero che tu abbia capito che solo lo Stato e le nazioni estere possono immettere denaro nuovo e al netto nel contenitore dei cittadini privati e delle aziende.
Cioè: la ricchezza nuova, quella in più rispetto a quella già esistente, può venire solo da loro.
Ok. Hai capito che uno Stato come l’Italia con la sua moneta Lira non aveva in realtà grandi problemi di debito.
Che anzi, il debito di uno Stato che inventa la sua moneta dal nulla e che la spende, o che emette titoli, è la ricchezza dei cittadini e delle aziende private. Bene. Hai capito che vi hanno sempre raccontato una bugia immensa su cosa sia il debito “pubblico”, che pubblico non è per nulla…


Nonna: Eh, ma insomma, sì, ho capito quello, lo Stato spende a noi siamo più ricchi.Ma la bugia, chi l’ha detta? Il governo? Così ci rubavano i soldi?

P. No, proprio no. Il discorso è molto, ma molto più grande. Nonna, guarda che è semplice. Al mondo siamo sempre stati in due. Noi gente, e loro, i ricchi e i potenti. Prima dei tempi moderni e per secoli, lo sai bene, c’erano masse enormi di disgraziati, e in cima i re, principi, i nobili, i padroni ecc. Cosa voleva dire? Che se, fai conto, in quei mondi c’erano 1000 soldi, ai poveracci ne toccava forse mezzo, e a loro 999,5.
Poi è accaduta una cosa eccezionale, è accaduto che i popoli piano piano, con guerre e rivoluzioni, con morti e sangue a fiumi, si sono ribellati e hanno creato la democrazia.


Nonna&lt;em&gt;:… che si va a votare.&lt;/em&gt;
P. No, non solo. La democrazia vuol dire soprattutto una cosa nonna: che ci deve essere uno Stato eletto dalla maggioranza ma che fa gli interessi di tutti, e questo vuol dire soprattutto che dà benessere a tutti.
Perché nonna, i diritti e le leggi morali sono cose belle, che prima non c’erano, ma se poi noi cittadini siamo schiavi di lavori a due soldi, se siamo indebitati, se abbiamo sempre l’ansia di lavorare come pazzi per sopravvivere e non abbiamo tempo per nulla, se, soprattutto, nessuno ci dice cosa sta succedendo davvero, alla fine quei diritti e quelle leggi non valgono quasi niente.


E’ solo quando uno ha un buon lavoro, una casa che non sia un debito che lo schiaccia, quando è protetto dai servizi essenziali, è bene informato, i suoi figli hanno un futuro possibile, che uno può prendersi il lusso di partecipare alla democrazia. Se no rimane un cittadino che vive in una democrazia sulla carta, ma che non potrà mai usare.
E allora, torniamo alla Storia: accadde che dopo tanti anni di lotte, finalmente arrivò la democrazia, cioè le elite persero delle fette enormi di quei 1000 soldi che erano la ricchezza esistente, e persero anche tanto potere. Tu immagina cos’era un imperatore, era padrone non solo di intere nazioni, e dei loro popoli, ma aveva potere di vita e di morte su tutti.
Oggi non esiste neppure lontanamente qualcuno con quel potere, nessun miliardario lo ha, neppure uno come Obama. Quindi le elite persero tantissimo, e gli andò veramente di traverso.

Nonna:&lt;em&gt; Ben gli sta.&lt;/em&gt;

P. Poi, per le elite le cose andarono anche peggio. Negli anni ’70 gli Stati democratici più importanti arrivarono ad avere quelle monete che dicevamo le volte scorse, la lira, il dollaro, i marchi, i franchi che si creavano dal nulla.

Nonna: &lt;em&gt;Bè, io mi ricordo le lire e i dollari che c’erano anche prima di allora, scusa…&lt;/em&gt;

P. Sì, ma ripeto: dagli anni ’70 in poi, grazie a degli accordi internazionali, fu deciso che gli Stati potevano creare le monete moderne dal nulla, inventandosele. Prima era diverso. Le stesse monete potevano essere create solo se contemporaneamente i governi mettevano da parte dell’oro in quantità quasi pari alle monete che creavano per spendere.
Era un limite enorme, perché metti che il governo decideva di assumere un milione di disoccupati che gli sarebbero costati 10 milioni: immediatamente dei funzionari gli dicevano “ok, ma devi però garantire quei 10 milioni che spendi con 10 milioni in lingotti d’oro depositati da noi. Se non trovi l’oro, rischi guai grossi”. Che palle, nonna, ti rendi conto? Ogni volta così, il governo sempre con l’ansia di sto oro da trovare per garantire ogni spesa. Il risultato era che i governi magari spendevano anche, ma in effetti rischiavano grosso.


Nonna:&lt;em&gt; Ma cosa rischiavano?&lt;/em&gt;

P. Troppo complicato, ma detto in parole poverissime, rischiavano di fare bancarotta da un momento all’altro. Quelli sì che la rischiavano. Allora, come dicevo, il sistema di dover trovare sempre oro fu abolito, e ci mettemmo tutti a creare le monete dal nulla. I dollari, la lira, i marchi ecc.
Fu un momento storico, ma alle elite degli ex potentissimi vennero i sudori ghiacci lungo la schiena, una strizza al sedere della malora. Perché? Metti insieme i pezzi che sai già: siamo, fa conto, nel 1971, e
1)
Lo Stato è democratico e quindi risponde ai cittadini
2)
Lo Stato adesso può inventarsi i soldi dal nulla, senza quasi limiti
3)
Lo Stato può quindi creare lavoro per tutti, case per tutti, servizi per tutti, istruzione per tutti, pensioni buone per tutti. Risultato? Può spendere per creare cittadini benestanti e istruiti che possono usare la democrazia per tutelare se stessi.

Nonna, guarda che la coppia di :Stato che può spende per noi quasi senza limiti + noi che abbiamo la democrazia in mano era la Gallina dalle Uova d’Oro dei popoli. E se i popoli l’avessero posseduta veramente, per le elite era FI-NI-TA.
Ti rendi conto? Perché nessuno, neppure il più ricco uomo del mondo può contrastare uno Stato che decide di fare l’interesse di tutti con le sue leggi sovrane e con i suoi soldi sovrani.
E quello Stato se è veramente in mano a cittadini benestanti e istruiti può fare leggi che legano le mani ai mega ricconi per sempre.
Le elite in quegli anni capirono che se mai volevano tornare a possedere il 90% della ricchezza, dovevano AS-SO-LU-TA-MEN-TE nascondere a tutti, cioè ai cittadini e anche ai politici, cosa poteva fare uno Stato democratico con la sua moneta sovrana creata dal nulla.

Nonna: &lt;em&gt;
Il fatto che dicevo, facevamo le ferie due mesi all’anno con un solo stipendio in casa…&lt;/em&gt;

P. Sì, ma molto, molto, molto di più nonna. L’ho detto prima: piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione per tutti, e fra l’altro, attenta, la spesa della Stato poteva comprare tante cose fatte dalle aziende private, arricchendole, poteva fargli migliori telefoni, strade, trasporti, e dargli anche la ricerca tecnologica per modernizzarle, quindi poteva aumentare la ricchezza privata nazionale.
Nonna, i tedeschi, sti ipocriti che oggi sbraitano sui debiti degli Stati, hanno fatto proprio così: lo Stato tedesco ha trasformato a sue spese le loro aziende in super produttori.
Bella forza che sono una potenza. Capito? La spesa dello Stato con la sua moneta sovrana… Nonna, quante volte ho detto “spesa” negli ultimi 10 minuti? Il trucco che ci poteva salvare era quello: la spesa dello Stato per creare benessere e produttività per tutti. E allora nonna, nonna!, come hanno fatto le elite dei bastardi ricconi a bloccare quella spesa? A uccidere la nostra Gallina dalle Uova d’Oro?

Nonna: &lt;em&gt;Non lo so…&lt;/em&gt;P. Nonna! Si sono inventati, convincendo tutti, che la spesa dello Stato è il debito di tutti i cittadini. Debito, è il debito PUBBLICO!! È il deficit PUBBLICO!! E’ un disastro PUBBLICO!! Lo dobbiamo tutti ripagare!! I nostri figli se lo porteranno sulle spalle…. La spesa dello Stato è il diavolo in persona! E allora ci ficcarono in testa che lo Stato non deve spendere, o meglio, che deve spendere MENO di quanto INCASSI. Ma lo Stato incassa TASSANDOCI o facendo TAGLI dappertutto, come Sanità, scuole, pensioni, impiego. Così, secondo la ricetta dei ricconi bastardi, finisce che lo Stato ci dà 100 soldi ma poi ce ne toglie 110, così lui, lo Stato, accumula soldi di cui non se ne fa nulla, mentre noi perdiamo soldi che erano la nostra ricchezza. Siamo, FRE-GA-TI, ci troviamo più poveri quasi tutti, e dobbiamo pagare i servizi di tasca nostra, con meno lavoro, stipendi più bassi, pensioni miserabili ecc. Cittadini fregati, cittadini insicuri e in affanno, impauriti, che non sanno cosa succede, poi giovani senza lavoro né speranze, cioè? Cioè democrazia annullata, e ricconi contenti. Ricconi liberi di accaparrarsi il 90% della ricchezza, come ai loro bei tempi. Ora nonna hai capito cosa intendevo quando ti dicevo che il debito pubblico è un inganno criminale?

Nonna, è tutta qui la tragedia economica moderna. Nel momento in cui tutti sono convinti che la spesa dello Stato è un danno, siamo tutti fregati. E le elite trionfano. Infatti oggi sono tornati a possedere più soldi di 10 Stati messi assieme.

Nonna: &lt;em&gt;Ma non erano i politici a comandare? Cioè, come hanno fatto sti ricconi a ingannare tutti?&lt;/em&gt;P. Con l’economia, nonna. Hanno scritto tutti i testi di economia che tutti abbiamo imparato da 40 anni a questa parte, e che anche i politici hanno imparato. E se uno va con lo zoppo, impara a zoppicare…

&lt;strong&gt;Nonna: &lt;em&gt;Ma Dio Santo! Lo dicevo io che la televisione ci ha fatto solo male.&lt;/em&gt;P. Nonna, la crisi economica di oggi viene direttamente da questi fatti, guarda che è tutto lì. La prossima volta ti racconto cosa hanno fatto un nugolo di uomini potentissimi chiusi nelle loro stanze mentre tu, il nonno, i miei e tutti noi persone qualunque credevamo che fosse a Roma che prendevano le decisioni importanti. Nonna, a 87 anni cominci a capire chi è il Vero Potere. Baci.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=236
22.10.2011

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Nonna: &lt;em&gt;No, aspetta un attimo. Perché io ci ho pensato, e senti, tu che dici che i ricchi ci hanno tolto i soldi dello Stato, e che ci potevano essere le scuole per tutti, il lavoro per tutti e le pensioni per tutti, e che se stavamo tutti meglio allora c’era la democrazia. Ma voi giovani sai cosa facevate se stavamo tutti meglio? Tutti a divertirsi e a fare lo scioppin, e altro che democrazia. Quelle cose della democrazia le facevano i tuoi nonni, nelle campagne, quando c’era da lottare per aver da mangiare. Loro le hanno fatte. Oggi? Sì, va là…&lt;/em&gt;P. Nonna, io ti devo raccontare cosa ci hanno tolto, perché ci hanno ridotti in questo modo, e soprattutto con che mezzi esistenti possiamo ancora salvarci. Prima mettiamoci tutti nelle condizioni ideali, togliamo il potere assoluto alle elite finanziarie di oggi, facciamo le regole per avere diritti veri e benessere per tutti. E per fare questo si deve sapere quello che ti sto raccontando. Poi, se a quel punto le persone decideranno di fare “scioppin” e fregarsene del bene comune, allora ok, starò zitto. Ma prima facci avere i mezzi democratici pieni, poi giudicheremo.

Nonna: Sarà… Allora. Chi sono questi briganti che comandano davvero? Perché mò adesso perdo la pazienza. Ma sta a vedere che non ho mai capito niente io?

P. No, non è stata colpa tua, sono stati loro che si sono nascosti bene. Nonna, per capire come accade che un potere più grande si nasconda dietro uno Stato, e come faccia a convincerlo a fare ciò che lui, il potere nascosto, vuole, basta solo che ti ricordi di quando ho fatto le tonsille.

Nonna: Eh?

P. Sì, seguimi. Negli anni ’60, tutti i dottori qui in Italia, ma proprio tutti, erano d’accordo che i bambini dovevano togliersi le tonsille. Milioni di operazioni, a milioni di bambini, con spese pubbliche elevate. Tutto per niente, perché poi abbiamo saputo che era tutto sbagliato. Oggi, da un bel po’, non si fa più da nessuna parte né in Italia né altrove. Eppure allora se chiedevi a chiunque, ai dottori, genitori, insegnanti, ai politici della Sanità, ti dicevano che andava fatto, che era la scienza a dimostrarlo. Bene. Chi lo aveva deciso? Il ministro della Sanità italiano a Roma? Macché. L’industria farmaceutica internazionale lo aveva deciso, e avevano sguinzagliato i loro scienziati strapagati a raccontare ai congressi dei medici che le tonsille andavano tolte, e avevano portato a prova di questo montagne di studi su carta. I ministri della Sanità erano invitati a quei congressi, dove c’erano anche i professori di medicina delle università, che avevano poi insegnato sta bufala a tutti i dottorini degli anni ’60, e questi lo avevano intimato alle famiglie, ed ecco che divenne la regola per tutti per molti anni. Vero o no?

Nonna: Mi ricordo che ai bambini raccontavano che dopo l’operazione dovevano mangiare molto gelato, ma a te dopo l’operazione la mamma non te lo comprava…

P. Dai nonna, stai attenta. Bada a una cosa precisa in quello che ho detto. Bada alla catena del passa parola che va dal volere di quelle mega industrie private fino a diventare regola nazionale per tutti. Allora: 1) una potenza economica privata enorme decide che farà montagne di soldi se un’idea del cavolo convincerà tutti a fare una certa cosa. 2) assumono degli studiosi che strapagano, che dovranno scrivere dei trattati serissimi che dimostrano che quell’idea del cavolo è invece fondamentale. 3) poi infiltrano i luoghi dove studiano quelli che diventeranno importanti domani, quelli che comanderanno, e li convincono che quell’idea è fondamentale. 4) per fare questo spendono un sacco di soldi in congressi, incontri, in programmi in tv e articoli… più cene, regali ecc. 5) si sa che gli ambienti di quelli importanti sono gli stessi dove bazzicano i politici, che sono ignoranti come delle sogliole e alla fine si bevono quasi sempre quello che i professoroni gli raccontano. Tu immagina cosa capiva un deputato, che magari aveva una fabbrica di scarpe, cosa capiva quello di microbiologia delle ghiandole umane… niente. E così succede per tanti altri settori. 6) Il peso del mondo dei professoroni più quello dei politici si sommano per far diventare quella idea fasulla la regola nazionale per tutti. E siamo fregati. Nota cosa è successo: delle elite potenti, cioè i giganti farmaceutici, riescono a imporre una politica; ma a noi ci raccontano che è una politica della Sanità nazionale, che invece se la sono inventata quelle elite. E nessun cittadino sa dove stanno quelle elite e cosa hanno fatto. Cioè: un potere nascosto comanda sul potere che noi vediamo, cioè il governo.

Nonna: E allora quella cosa del debito pubblico, che era la nostra salvezza e invece c’hanno convinto che ci rovinava, se la sono inventata dei delinquenti che poi comandano il governo? Ma possibile?

P. Sì, non solo possibile, ma anche esatto. Nonna: 10 e lode. Ora ti spiego come hanno agito esattamente. Oh, nonna, se riesco a spiegarti in poche parole quella storia sono un genio. Guarda che hanno lavorato per 50 anni per fregarci, e io te lo devo dire un dieci minuti…

Nonna: Ma provaci mò…

P. Ok. Ecco cosa hanno fatto: si sono voltati indietro. Hanno ripescato dal passato una serie di idee. Prima idea: lo Stato deve sempre PRIMA risparmiare e solo POI spendere, e spendere sempre meno di quanto risparmia. Questa l’aveva pensata un economista inglese del 1800, David Ricardo.

Nonna: Come faceva tuo nonno che metteva via sempre qualcosa nel libretto risparmi. E cosa c’è di male?

P. Te l’ho già detto tempo fa: le famiglie non possono coltivare i soldi nell’orto; lo Stato sì, se li inventa dal nulla. E allora le famiglie va bene che risparmino prima; ma lo Stato se risparmia prima, e spende meno di quello che risparmia, significa che mette MENO soldi nel contenitore dei cittadini privati rispetto a quelli che TOGLIE con le tasse e con i tagli. Cioè, secondo questa regola del cavolo lo Stato dovrebbe prima togliere (risparmiare) 100, e poi mettere (spendere) 90, e sempre così. Se lo fa per dieci anni, lo Stato risparmia 100 e noi perdiamo 100. Bell’affare. E così noi vediamo i nostri conti correnti calare come acqua in un imbuto per dieci anni. Ma pensa che questo disastro è oggi invece visto come la massima virtù dello Stato! Lo chiamano “surplus di bilancio”. E tutti a strombazzare in Tv “l’Italia deve fare il pareggio di bilancio, anzi, meglio, deve arrivare al surplus!”. Pensa che truffa. Va bé, torniamo a quella idea. Cosa ottenne nonna? Ti do una mano: costrinsero gli Stati a non……..?

Nonna: Spendere?

P. Nonna genio! Esatto! No spesa a debito dello Stato, no Gallina dalle Uova d’Oro per noi. Ok. Poi le elite ripescarono questa idea: se si pagano troppi stipendi, cioè se si eliminano tutti i disoccupati, allora arriva l’inflazione, cioè ci saranno troppi soldi in giro e il prezzo delle merci salirà troppo e sempre di più. Questa la pensò un economista americano degli anni ’60, Milton Friedman. Ma cosa significa in pratica? Che per carità!!… lo Stato NON spenda per creare la piena occupazione, se no le sigarette domani costeranno 1 milione al pacchetto, la carne 2 milioni al chilo. Ma nonna, era una fesseria, che nascondeva sempre la solita storia: lo Stato non spenda. Cioè: la Gallina dalle Uova d’Oro dei cittadini, che poteva dare lavoro a tutti, non doveva cantare. Anzi, doveva morire. Ma ti rendi conto che hanno tenuto milioni di italiani senza lavoro, costretti a emigrare per mangiare, e tutto per una bugia?

Nonna: Che schifo. Il fratello di zia Laura, che era di Avellino, è morto in Belgio coi gas della miniera. Non vide mai i suoi due gemellini.

P. Una delle tantissime tragedie di quelle idee. Poi ripescarono un’altra idea: se si abbassano gli stipendi, allora le aziende assumeranno di più. Ma per abbassare gli stipendi bisogna che sia lo Stato per primo ad abbassare quelli pubblici, se no i lavoratori privati s’incavolano. Questa è dell’economista inglese Cecil Pigou, a inizi novecento, e ancora oggi la nostra Marcegaglia dice che è la via maestra per dare lavoro. Una vera idiozia, visto che se si abbassano gli stipendi della gente questa compra di meno, e se compra di meno le aziende stesse vendono di meno, e se vendono di meno non solo non assumeranno nessuno, ma licenziano anche. Comunque anche qui la stessa storia: lo Stato spenda di meno. La Gallina dalle Uova d’Oro stia con la cresta bassa. E adesso arriva l’ultima idea, questa ti lascerà di sasso.

Nonna: Ah, guarda, ormai me ne hai dette, che…

P. Allora. In Europa, alcuni potenti funzionari, soprattutto francesi e tedeschi, ma anche italiani e altri, che erano parte delle elite di potere nascoste, pensarono che per impedire a tutti gli Stati di spendere a debito per tutelare i cittadini e la democrazia, si potevano fare altre due cose: primo, fare leggi più forti di quelle degli Stati come Italia, Olanda o Germania ecc., e che li obbligassero a non spendere per i cittadini. Secondo, tanto per star certi che gli Stati non avrebbero mai più speso a debito per noi, gli si doveva togliere le loro monete sovrane, come la lira o il marco ecc. Alè, via!

Nonna: Oddio, ma dici che l’Euro è per sto motivo qui?

P. Sì, purtroppo sì, l’Euro è una truffa criminale. E non solo. Tutta l’Unione Europea, che oggi veramente fa leggi più potenti di quelle degli Stati membri, ha votato regole che proibiscono categoricamente agli Stati di spendere a debito. La Gallina dalle Uova d’Oro di noi cittadini non è solo morta, è anche illegale ora. Se rinasce… la arrestano. Guarda nonna, che l’Unione Europea è un’altra immensa truffa fatta al 90% per fregare noi cittadini e per consegnare il 90% della ricchezza a quelle solite elite.

Nonna: Ma dico, guarda, per fortuna che tuo nonno è morto. Che mondo, ma cosa mi tocca di sentire.

P. Concludo. Hai visto quelle idee, che furono ripescate. Col sistema che ti ho descritto nell’esempio delle tonsille, quelle idee furono spinte dalle elite a suon di miliardi e di professoroni indottrinati, che poi indottrinavano fior di studenti, che poi andavano a fare i politici o i funzionari, che poi andavano sui giornali e in televisione, e alla fine quelle idee convinsero tutti e divennero politica nazionale, sia in Italia che in tutti gli altri Paesi che contano. Cioè, nonna, divenne vergogna nazionale che gli Stati spendessero a debito, quando sappiamo che è invece l’unico modo per noi cittadini di avere più benessere e una democrazia compiuta. Noi sappiamo, nonna, che se lo Stato non spende a debito la propria moneta, noi cittadini non potremo mai avere la piena occupazione, le case per tutti, l’istruzione piena e la Sanità piena per tutti, pensioni decenti per tutti, e le aziende stesse non faranno mai profitti a sufficienza. Rimarremo gente insicura e in affanno, e sempre più povera, e la democrazia sempre meno vera. Mentre le elite si intascano già ora tutto quello che a noi non viene. Adesso basta, ma da qui in poi ne sentirai delle belle. Baci.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=236

http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=9200




Tratto da: NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA. 3 E 4 Informare per Resistere http://informarexresistere.fr/2011/10/26/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica-3-e-4/#ixzz1bwuTZpMF
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! &lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&amp;gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-5136950502516943619?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5136950502516943619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5136950502516943619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2011/10/nonna-ti-spiego-la-crisi-economica.html' title='NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-5198475308835133712</id><published>2008-12-05T06:47:00.005+01:00</published><updated>2009-01-03T17:34:19.517+01:00</updated><title type='text'>Anomalia italiana</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Un vecchio proverbio napoletano dice " E mentre il medico studia il malato muore". Tra le schifezze degli ultimi giorni c'è la richiesta di Gheddafi di avere una partecipazione nel ENI...? e con quali soldi ... ? forse quelli che ha avuto a nostre spese dal nostro Berlusca? e siano sempre noi a pagare! che bella figura però che facciamo la Libia acquista quote di partecipazione nell'ENI con i nostri soldi. Non facevamo prima a regalargliele le quote che voleva? Avanti con la svendita del nostro belpaese a presto i saldi o il 3x2. Ed al PD ed al grande Walter Veltroni vorrei dire non è forse il momento di smetterla con le scaramucce interne, le correntine degli uni contro tutti, vogliamo vedere che dobbiamo fare per mandare questi signori a casa prima continuino con la svendita da supermercato e che troviamo al posto del Tricolore il biscione o peggio ancora la bandiera di chissa quale stato.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
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Nessuna esitazione nell'affrontare situazioni difficili e eventuali illegalità. Dopo giorni di discussione che hanno raggiunto l'apice nella giornata di ieri, il Partito democratico replica alle polemiche sulla questione morale e risponde alle accuse mosse da Silvio Berlusconi. "E' evidente - si legge in una nota diffusa nel primo pomeriggio dal portavoce del partito Andrea Orlando - che la destra agita la questione morale per nascondere la propria incapacità di affrontare la drammatica crisi che sta di fronte al paese. Il Pd - c'è scritto ancora - è nato per rinnovare la politica e per questo affronteremo senza esitazione le situazioni difficili e le eventuali illegalità che dovessero emergere nei territori". 

La nota viene diffusa dopo che Leonardo Domenici e Rosa Russo Iervolino - i due sindaci del Pd che governano Firenze e Napoli, città in cui le inchieste giudiziarie hanno coinvolto esponenti delle amministrazioni locali - hanno reagito alle accuse dagli studi di In 1/2ora, il programma di RaiTre condotto da Lucia Annunziata. Un contrattacco nei confronti della stampa e di chi parla di loro come motore della riproposizione della questione morale all'interno del Pd. 

A questo proposito, la nota continua affermando che "non abbiamo mai nascosto la testa sotto la sabbia, a differenza della destra che ha portato in Parlamento condannati e inquisiti e che oggi finge di dimenticare la mole di vicende giudiziarie che hanno colpito propri esponenti locali e nazionali. Se la destra facesse pulizia in casa propria - conclude il comunicato - gran parte del problema morale di questo paese sarebbe risolto". 

Quanto alla clamorosa iniziativa di ieri, la protesta inscenata davanti alla redazione di Repubblica, Domenici ribadisce di non essere assolutamente contrario all'inchiesta Fondiaria: "Spero di aver contribuito a sviluppare un dibattito tra giornalisti e mondo politico. E soprattutto sul corto circuito politico-mediatico-giudiziario, che bisogna interrompere". Comunque, precisa al Tg3 pochi minuti prima dell'inizio della trasmissione, non era un'iniziativa "contro il Pd". 

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Anche Iervolino attacca la stampa: "Mi viene da sorridere amaramente che la 'tangentopoli rossa' venga identificata in me o nel collega Domenici. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

A oggi non esiste alcuna inchiesta che mi veda coinvolta, o che riguardi la giunta che guido. Anche i giornalisti devono rispettare deontologia professionale, verità e completezza dell'informazione". Poi ammette che "una questione morale c'è": "Veltroni ha fatto bene a volere un codice deontologico per il Pd, peccato che lo abbiamo perso per strada". 

Più che di questione morale, osserva Domenici, sarebbe meglio parlare di "crisi in tutto il sistema politico italiano, non nel Pd. 


Il nostro partito deve radicarsi meglio nella realtà italiana, è un partito che deve affrontare situazioni difficili quando è ancora debole, fragile.

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt; Ma la questione morale - insiste - non si identifica con le inchieste di Napoli e di Firenze". &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

Per quel che riguarda le commistioni tra politica e affari su cui vertono le due inchieste napoletana e fiorentina, Iervolino rivendica la trasparenza della procedura dell'appalto "Global Service", spiegando di averlo sottoposto all'ex prefetto Achille Serra e poi a una commissione con vari magistrati e due giuristi. "Mi pare che chi vuole imbrogliare non sottopone documenti approvati dal Consiglio comunale a verifiche ulteriori", osserva. Su Firenze, Domenici spiega che "c'è un indagine in corso, non siamo nemmeno al momento del rinvio a giudizio". Se emergeranno prove, aggiunge Iervolino, "prenderemo i provvedimenti necessari". 

Infine, quando Lucia Annunziata osserva che la loro tesi di essere stati messi in difficoltà dai poteri forti ricorda quella pronunciata spesso da Berlusconi, Iervolino si difende: 


"&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Né io né lui (Domenici, ndr) possediamo giornali o televisioni. E' singolare che si scagli contro chi invece li possiede". &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;


Conclude il sindaco di Firenmze: "Il punto è non fare di ogni erba un fascio". 







Te piace ‘o presepio?” La compilation per il Natale napoletano
di Gianni Valentino


Tredici canzoni per celebrare l'atmosfera natalizia. Tredici ritornelli festosi, spietati, più o meno sacri, moderni e classici. L'idea è della Fondazione Bideri - la casa editrice che detiene i diritti di capolavori come "I' te vurria vasà" e "'O marenariello"; o divertissment per bambini come "La zanzara" e "Popoff" - che per il Natale 2008 ha voluto produrre la compilation "Te piace 'o presepio?" prendendo in prestito la famosa battuta-rimprovero che Eduardo De Filippo, in "Natale in casa Cupiello", rivolge in particolare a suo figlio Luca. 

Il disco, che esprime nel sottotitolo "Istruzioni minime per un Natale napoletano" la volontà di raccontare le tradizione del golfo con l'ausilio della musica popolare, contiene dodici brani già editi e una primizia: "'A 'nferta Reloaded", trasformazione della storica "'Nferta", canzone che solitamente, nelle campagne dell'hinterland, celebra l'arrivo dell'anno nuovo. 

In versi, al ritmo forsennato delle tammorre, il cantore sintetizza i fatti salienti delle quattro stagioni appena passate. La novità è l'attualizzazione del brano, visto che le strofe stavolta denunciano l'aumento di razzismo in Italia e tutte le difficoltà politiche e sociali in materia di immigrazione. 

A percuotere ritmicamente la tammorra e a intonare i versi ecco Marcello Colasurdo, artista di origini molisane ma da sempre emblema delle tradizioni partenopee con le sue "fronne", che nel tempo lo hanno visto esibirsi con 'E Zezi, Almamegretta, 99Posse, Daniele Sepe, Nccp. Fino a incontrare Peter Gabriel, che con la sua etichetta Real World ha prodotto l'album "Lost Souls - Aneme perze", che lo stesso Colasurdo ha inciso con gli Spaccanapoli. 

Tra le altre tracce della raccolta, figurano anche "Quanno nascette Ninno" di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, cantata da Pina Cipriani; "Canzone di Razzullo" di Peppe Barra, tratta da "La cantata dei pastori"; "Mo' vene Natale" di Renato Carosone; "E' nnato" di Enzo Avitabile; "Lacreme napulitane" di Gabriella Ferri; "Ll'urdemo zampognaro" di Mario Merola e "'O zampugnaro 'nnammurato" interpretata da Massimo Ranieri.  (05 dicembre 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-5198475308835133712?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5198475308835133712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5198475308835133712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/tamorre.html' title='Anomalia italiana'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-5186771823133172785</id><published>2008-12-04T18:02:00.007+01:00</published><updated>2008-12-05T11:47:26.489+01:00</updated><title type='text'>Ecco il patto trasversale</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;---------------------------------------------------------------------
+De Magistris: Di Pietro, sto con lui 
Presidente Idv, 'ridategli l'inchiesta' 
 (ANSA) - PESCARA, 5 DIC - 'Senza se e senza ma, sto con Magistris''. Cosi' il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, parlando a Pescara. 'Siamo in difesa di De Magistris - ha aggiunto - al quale bisogna ridare l'inchiesta: vada fino in fondo, perche' non e' giusto che a pagare sia sempre chi fa il proprio dovere, lui che e' un magistrato scomodo, che ha saputo indagare sui potenti, e proprio per questo e' stato isolato'.  

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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;L´ombra delle intercettazioni sulla giunta,
 veleni contro Di Pietro&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;


&lt;strong&gt;di Giuseppe D'Avanzo&lt;/strong&gt;



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 Il fatto è che una manina si è portata via dagli uffici della Direzione investigativa antimafia di Napoli una copia delle intercettazioni dell´indagine che, nel suo avvio e senza alcuna ironia, gli investigatori chiamavano Magnanapoli. Dicono fonti vicine all´inchiesta che ora il boccino ce l´hanno in mano un paio di "barbe finte" ? di spioni ? che distillano veleni con almeno tre obiettivi ormai espliciti. 

1. Azzoppare un´inchiesta che, presto svelerà come sinistra e destra, governo cittadino e opposizione consiliare vivono, a Napoli, d´amorosi sensi quando si discute e si decide di appalti e affari. 

2. Regolare qualche conto in sospeso tra le burocrazie della sicurezza.


 3. Soffiare «per input politici e gerarchici» il nome di innocenti, incappati nelle intercettazioni telefoniche, per farne colpevoli da sbattere sui giornali.


&lt;strong&gt; Bisogna allora cominciare da qui ? dalla disinformazione ? per diradare qualche nebbia. 
L´operazione consente di vedere all´opera le manine galeotte, gli utilizzatori en plein air, i virtuali beneficiari, gli sventurati target. 

Uno sventurato target è Antonio Di Pietro. &lt;/strong&gt;
Suo figlio Cristiano, 34 anni, al tempo consigliere provinciale di Campobasso, si mette in contatto con Mario Mautone, provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise. Mal gliene incolse.

I comportamenti di Mautone sono già al centro dell´inchiesta di Napoli. Iperattivo, interlocutore favorito di amministratori, politici, imprenditori, amico giovialissimo di questori, generali e magistrati. E´ settembre dello scorso anno. Una manina consegna al senatore Sergio De Gregorio (partito delle libertà) la notizia che Cristiano Di Pietro è «indagato dalla procura di Napoli in un´inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto in Molise». 


La notizia farlocca viene rilanciata dal Giornale, che ancora ieri ostinatamente la ripubblica. Raccontano che, di quelle intercettazioni, venga a conoscenza anche Silvio Berlusconi; che venga sollecitato a utilizzarle come una mazzuola sulla testa del suo «nemico» storico (Di Pietro) e contro il partito democratico (governa Napoli e la Campania da quindici anni).  

Il premier non ne fa nulla. L´uomo ha un felice intuito perché la storia, come gliela raccontano, è bugiarda. E´ vero, il giovane Di Pietro - intercettato - discute con Mautone della sorte di un paio di caserme dei carabinieri in Molise.

 «Più che correttamente», dicono oggi fonti vicino all´inchiesta. Il padre, Di Pietro il vecchio, Antonio, in quei mesi ministro delle Infrastrutture, ha il cattivo carattere che ha - si sa - e al primo stormir di foglie dell´indagine rimuove Mautone sottraendogli l´autonomia di provveditore per consegnarlo a un incarico non operativo al ministero. «Mi sono sempre comportato così - dice ora Di Pietro - Se sapevo che la magistratura stava valutando la correttezza dei comportamenti di un alto dirigente lo destinavo a un incarico non operativo - è accaduto in cinque, sei occasioni - nell´interesse del ministero, della giustizia, del dirigente indagato o soltanto coinvolto nell´indagine». 


Fonti vicino all´inchiesta confermano che Di Pietro si è comportato in questa storia con «esemplare correttezza».

Il venticello calunnioso soffiato contro il leader dell´Italia dei Valori è analogo all´aria venefica che le "barbe finte" sbuffano contro il colonnello Gaetano Maruccia (comandante provinciale dei carabinieri) e il generale Vito Bardi (comandante regionale della Guardia di Finanza in Campania).


 Li dicono, con il questore Oscar Fiorolli, indagati, compromessi dall´amicizia e rovinati dagli interessi opachi del provveditore. In realtà, i nomi dei militari saltano fuori nelle conversazioni telefoniche, ma in maniera neutra. Bardi e Maruccia prendono subito il largo da quel tipo, Mautone. Fiorolli, più amichevole e frivolo, si attarda a frequentarlo, ma non fino al punto di lasciarsene coinvolgere, a quanto pare. 

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;E´ tra questi miasmi e veleni che precipita Giorgio Nugnes.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt; Nelle ultime ore, prima del suicidio si aggira tra le redazioni dei giornali. Determinato a scrollarsi di dosso ogni accusa, chiede ai cronisti che apprezza: «Ma perché anche i servizi segreti indagano su di me?». &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Ipotizzano gli investigatori che Nugnes, nella notte tra venerdì e sabato 29 novembre, possa essere stato avvicinato dalle "barbe finte", pressato, minacciato con false notizie fino al punto che l´uomo ha ceduto di schianto la mattina dopo, impiccandosi. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Se queste supposizioni dovessero trovare conferma, più che di un «nuovo Enzo Tortora», come suggerisce Francesco Cossiga, Giorgio Nugnes sarebbe la vittima di una stagione di veleni che era sconosciuta a Napoli, città più facile al melodramma e al buffo che alla tragedia.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
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Sgombrato il campo dal loglio, resta il grano ed è grano molto guasto.
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 Comunque vada, quando le conversazioni telefoniche diventeranno pubbliche, della giunta di Rosa Iervolino resterà soltanto polvere per le prassi di governo, l´etica che le ispira, gli interessi personali protetti, la rete di potere non trasparente e trasversale che quei colloqui portano alla luce. 
L´inchiesta giudiziaria trova il suo focus in un triangolo. 


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Il provveditore alle opere pubbliche; cinque assessori; l´imprenditore Alfredo Romeo. 

Sullo sfondo, a Roma, i rapporti «tutti ancora da chiarire» con politici nazionali, tra cui Renzo Lusetti (Pd), Nello Formisano (IdV), Italo Bocchino (PdL). &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

&lt;strong&gt;Il "triangolo" di interessi è alle prese con un global service, un progetto di gestione integrata delle proprietà della pubblica amministrazione. &lt;/strong&gt;
Rosa Iervolino lo presentò pubblicamente nella primavera del 2007 come «un regalo per Giorgio Napolitano che trascorre qui la Pasqua». 


Il piano, «in una visione unitaria», avrebbe dovuto «valorizzare il patrimonio pubblico, dagli immobili alle strade, dai palazzi monumentali a quelli di edilizia residenziale».


 E´ un appalto che i protagonisti istituzionali e amministrativi - Mario Mautone, il provveditore; Enrico Cardillo, l´assessore al bilancio (ora dimissionario); Giorgio Nugnes, dimissionario dall´assessorato alla protezione civile - cuciono come una giacca ben tagliata sulle spalle di Alfredo Romeo. 


A quanto pare, le indagini non svelano «cavalli di ritorno», mazzette che premiano la corruzione - se non pallide tracce, tutte ancora indagare - ma le fonti di prova raccolte, per la procura, sono adeguate a dimostrare la fraudolenza della gara e, quindi, la richiesta di misure cautelari - in soldoni, di arresti - inviata al giudice per indagini preliminari che, se fa in fretta (ha l´incarto da luglio), potrebbe decidere anche prima di Natale. 
Turbativa d´asta, dunque.

Il reato non è esplosivo. Esplosive sono le conversazioni che dimostrano quanto il parolaio guerresco del confronto pubblico tra destra e sinistra sia, a Napoli, soltanto una mascherata.


 In realtà, ogni rivolo della spesa pubblica si decide in un compromesso utile a proteggere gli interessi personali, la rendita politica, le quote di consenso di ciascun partito. 


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Una realtà politico e amministrativa che trova la sua conferma nel sostegno di Forza Italia alla giunta Iervolino in occasione del bilancio, nella protezione che alla Regione Silvio Berlusconi offre al pericolante Bassolino. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
L´equilibrio amministrativo e istituzionale non è costruito per l´interesse pubblico, con l´urgenza di lavorare insieme per far fronte alle gravi criticità della Campania, alla crisi profonda della città, ma intorno alla corruzione, al clientelismo, per usare le formule del capo dello Stato. 
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Forse informato per rispetto istituzionale (il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore smentisce), Giorgio Napolitano ha anticipato (se si hanno orecchie per ascoltare) le ragioni della prossima crisi politica che travolgerà, con l´inchiesta giudiziaria, l´amministrazione e il ceto politico cittadino.


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 Lo ha fatto così: &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;«E´ assolutamente indispensabile che cambino i comportamenti di tutti i soggetti, pubblici e privati, che condizionano negativamente il miglior uso della risorse disponibili con il peso delle intermediazioni improprie che possono ricondursi a forma di corruzione e clientelismo, interferenza e manipolazione. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;(Bisogna) mettere in discussione la qualità della politica, l´efficienza delle amministrazioni pubbliche e l´impegno a elevare il grado complessivo di coscienza civica». A buon intenditore, poche parole.  &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
(04 dicembre 2008)&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-5186771823133172785?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5186771823133172785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/5186771823133172785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/ecco-il-patto-trasversale-che-strangola.html' title='Ecco il patto trasversale'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-4238418105637973899</id><published>2008-12-04T16:27:00.003+01:00</published><updated>2008-12-04T16:35:41.706+01:00</updated><title type='text'>Parla il procuratore Lepore</title><content type='html'>Truffa rifiuti,
Ecco perché accuso Bassolino" . "Non sarà un processo politico" 
di Dario Del Porto

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«Ci hanno accusato di aver impiegato due anni per chiudere l´inchiesta, l´emergenza rifiuti però va avanti da quattordici anni, mica da un giorno. E la nostra indagine configura una truffa di proporzioni enormi: sul piano economico ma soprattutto per i danni che ancora oggi la città di Napoli e la regione Campania sono costrette a sopportare». Il processo ad Antonio Bassolino e agli altri 27 imputati dell´inchiesta sul ciclo dei rifiuti, assicura il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore, non sarà «politico», come temuto dalla difesa, e non sarà l´ultimo procedimento che prenderà in esame gli aspetti della crisi sulla quale il mondo intero si indigna.

Procuratore Lepore, si può dire che la drammatica situazione di questi mesi è figlia dei comportamenti finiti nell´inchiesta che coinvolge il presidente della Regione e gli ex vertici di Impregilo?
«La Procura di Napoli ha indagato sulle autorità che hanno predisposto un sistema per lo smaltimento dei rifiuti rivelatosi ben presto inefficace. L´errore più grande è stato scegliere quella strada e quell´appalto che, pur attribuito a una delle principali imprese italiane, non ha funzionato. Gli impianti di cdr non hanno prodotto materiale a norma, il termovalorizzatore non è entrato in funzione e tutto il sistema ha accumulato ritardi. Sono stati spesi milioni di soldi pubblici, Impregilo ha accumulato crediti, a seguito di mancati pagamenti da parte dello Stato, di cui la Procura ha ottenuto il sequestro. E adesso siamo al collasso».
Bassolino lamenta però di non essere l´unico responsabile della crisi.
«Da questo punto di vista non ha tutti i torti. Una cosa sono le responsabilità di carattere politico, che non spetta a me giudicare, altro discorso è il risvolto penale sul quale è compito nostro svolgere indagini. Ma il rinvio a giudizio del presidente della Regione non chiude l´azione della Procura sulla materia dei rifiuti. Noi non ci fermiamo, anzi andiamo avanti, c´è molto ancora da fare».  
Su quali filoni sono in corso altre inchieste?
«Nel merito naturalmente non posso entrare ma i filoni sono diversi, a cominciare da quello che riguarda le discariche».
Come replica a chi individua fra le cause dell´emergenza anche alcuni interventi della magistratura, come il sequestro degli impianti di cdr?
«Dico che è vero il contrario: quando abbiamo agito abbiamo sempre cercato di contemperare le esigenze di giustizia con la necessità di evitare situazioni che potessero mettere la città con le spalle al muro. Questo nella speranza che, dalle autorità preposte, arrivasse un intervento risolutore. Non è accaduto, e ancora oggi, mentre lei ed io stiamo parlando, nelle strade ci sono cumuli di spazzatura».
La difesa di Bassolino parla di processo che, «per i risvolti e le speculazioni che lo hanno riguardato, è diventato oggettivamente politico anche se questo non era nelle intenzioni della Procura». E il governatore definisce «ingiuste e infondate» le accuse. Lei come risponde?
«La Procura è convinta di aver portato avanti accuse tutt´altro che infondate, naturalmente ci rimettiamo ora al vaglio del Tribunale. Quanto al processo "politico", questo può essere accaduto sui media, non nelle aule di giustizia. Il dibattimento non sarà politico come non lo è stata l´udienza preliminare».
Secondo lei il governatore deve dimettersi?
«Non è una domanda da fare a me. Il mio ruolo è un altro».
Procuratore, la decisione del gup è anche una risposta alle accuse di inerzia che avevano colpito il suo ufficio?
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;«Gli attacchi di questi mesi ci hanno fatto male, perché sapevamo che erano ingiusti. La Procura di Napoli si occupa di questioni legate ai rifiuti sin dal 1993. Questa poi era un´indagine complessa, devo dare atto ai due colleghi, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, di aver svolto un lavoro straordinario.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Tutto l´ufficio ha fatto squadra. Ma non è il caso di cantare vittoria per l´esito di un´udienza preliminare. &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Bassolino per noi è un imputato come tutti gli altri».&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;(03 marzo 2008)

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Iervolino a Veltroni: "Abbiamo le mani pulite"
di Dario Del Porto
 "Non ho avuto nessuna chiamata da parte di Veltroni e quindi sono stata io a chiamarlo. Stava in volo ma volevo dirgli: 'Caro segretario, ho bisogno di sapere che intenzioni e che progetti hai per Napoli'". 

Così il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo ha risposto ai giornalisti che le chiedevano di commentare le indiscrezioni, apparse oggi sulla stampa, sulla riunione del coordinamento del Pd convocato per martedì dal segretario Walter Veltroni sulle vicende di Napoli. 

Un incontro che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe propedeutico ad un radicale rimpasto, entro Natale, della giunta comunale e dell'azzeramento di quella regionale. 


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;"Vorrei anche capire - aggiunge Iervolino - di che cosa ci si accusa.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt; Se ci sono reati, si va fuori, ma il sindaco ha le mani pulite e le spalle fortissime. Se ci sono reati che riguardano qualcuno lo dicano perchè lo allontaniamo. Se ci sono però problemi politici lo dicano e dicano quali sono e quali alternative hanno perchè il Vinavil a Rosetta non si addice".  (04 dicembre 2008)
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Lepore al contrattacco "Troppi corvi
sulla Procura"
"Non c´è alcuna prova di un legame tra il suicidio e l´attività giudiziaria"
di Dario Del Porto
 Lo stillicidio di indiscrezioni sull´inchiesta "Global service" allarma il procuratore capo Giandomenico Lepore, che difende il suo ufficio e mette in guardia sul clima torbido di questi giorni: «Siamo noi magistrati i primi ad essere danneggiati dalle fughe di notizie, le informazioni non sono uscite dalle nostre stanze. Faremo tutte le indagini del caso. Anche la stampa deve muoversi con professionalità ed etica. I corvi? Intorno alla Procura ne volano tanti».

Frasi pronunciate mentre la città, scossa dal suicidio dell´ex assessore Giorgio Nugnes, guarda alle possibili ricadute del lavoro investigativo del pool composto dai pm Vincenzo D´Onofrio, Pierpaolo Filippelli e Raffaello Falcone, coordinati dal procuratore aggiunto Franco Roberti. «Sui politici non può esserci alcuna immunità. Se commettono un reato, lo perseguiamo come qualsiasi altro cittadino», sottolinea Lepore. Che poi aggiunge: «Non voglio commentare il tragico gesto di Nugnes, ma non c´è alcuna prova di un legame con l´attività giudiziaria».

Gli inquirenti ipotizzano che, sull´affidamento in "Global service" della manutenzione stradale al gruppo guidato da Alfredo Romeo, sia stato raggiunto un accordo fra esponenti di schieramenti politici contrapposti. La strada amministrativa dell´operazione sarebbe passata invece per il Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise all´epoca dei fatti guidato da Mario Mautone. 

Nelle intercettazioni o nelle pagine dell´inchiesta (inizialmente denominata in codice "Magnanapoli") compaiono a vario titolo i nomi di almeno tre parlamentari, assessori o ex assessori della giunta Iervolino, uomini delle forze dell´ordine e della magistratura. Posizioni che gli inquirenti hanno vagliato e vagliano con l´obiettivo di separare le condotte potenzialmente illecite da riferimenti indiretti o non sanzionabili penalmente. Romeo era intercettato nell´ambito del fascicolo-madre dell´indagine, aperto a Santa Maria Capua Vetere e poi trasmesso a Napoli. Verifiche sono state disposte su interessi imprenditoriali comuni fra l´imprenditore e il deputato di An Italo Bocchino, che ha manifestato agli inquirenti massima disponibilità a chiarire questo ed eventuali altri aspetti, e sui rapporti tra Nugnes e l´esponente del Pd Renzo Lusetti, legato all´ex assessore da una lunga amicizia. Nella qualità di provveditore, Mautone aveva intrecciato diversi rapporti istituzionali, anche con il senatore dipietrista Nello Formisano, fino a quando proprio l´allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, appena avuto sentore di possibili attività poco trasparenti, lo trasferì chiedendo anche al figlio Cristiano, consigliere provinciale del Molise, di interrompere qualsiasi contatto.  

Nella giunta Iervolino, hanno lavorato negli anni alla delibera sul "Global service", rimasta poi al palo per mancanza di fondi, anche gli assessori Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio ed entrambi, in questi giorni, hanno definito doverosa l´attenzione dei pm. L´ex assessore alla Legalità Giuseppe Gambale ha respinto annunciando querele le voci di stampa su un suo presunto coinvolgimento nell´indagine mentre Enrico Cardillo, dimessosi da responsabile del Bilancio il giorno prima del suicidio di Nugnes, ha sempre smentito un collegamento fra la sua scelta e le indagini.  
(04 dicembre 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-4238418105637973899?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/4238418105637973899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/4238418105637973899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/il-procuratore-dice.html' title='Parla il procuratore Lepore'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-8771020247040186385</id><published>2008-12-04T05:25:00.001+01:00</published><updated>2008-12-04T05:25:52.721+01:00</updated><title type='text'>FUNERALE IN CHIESA</title><content type='html'>Ore 11 la messa funebre a Pianura
"Si sente dire in giro che qualcuno deve pagare"
Tensione per i funerali di Nugnes
L´ultima traccia: un´inchiesta sul patrimonio immobiliare comunale 
 «C´è grande tensione sul territorio. Da tanti, da troppe persone di Pianura abbiamo sentito dire: qualcuno pagherà "per queste pere cotte", qualcuno deve pagare per la morte di Giorgio, per questo lutto ingiusto.
 Ma la Chiesa è presente e lo sarà nei prossimi giorni sempre di più. Si calerà fino in fondo nella sua missione per eccellenza: farsi incarnazione della comunione e del dialogo. E assumere su di sé il dolore della sua gente. Se c´è un momento in cui tutte le istituzioni, da quella spirituale a quella politica, devono essere unite, il momento è questo ». 
Sono quasi le otto di sera quando le parole di un sacerdote, don Bruno Rossetti, calano in tono basso ma grave nel buio di Pianura, a pochi passi dalla camera ardente dove un centinaio di orchidee e una folla di persone rende un omaggio silenzioso alla salma di Giorgio Nugnes, l´ex assessore comunale suicidatosi sabato mattina. E alla vigilia dei funerali, che si svolgeranno stamane, alle 11, nella chiesa di San Giorgio martire.
Scorre il dolore di tanti conoscenti. Ma ci sono, nella piccola chiesetta della Madonna del Rosario, anche volti tesi. Induriti e rabbiosi. Gente che non vuole sentir parlare di un´altra inchiesta della Procura che aveva coinvolto Nugnes: eppure quell´istruttoria esiste e, anche se non riguarda esponenti del clan dei casalesi o boss di camorra di altre famiglie, apre squarci inquietanti sulla distribuzione di appalti del Comune di Napoli. Affari milionari che riguarderebbero, tra l´altro, la gestione del patrimonio immobiliare di Palazzo San Giacomo.
 Filoni di indagini che da un lato portano ad alcuni fiancheggiatori del clan Sarno di Ponticelli, dall´altro a personaggi opachi dell´entroterra casertano. Persone tirate in ballo: almeno una ventina, tra indagati e testimoni.
Il monito di don Rossetti, a non sottovalutare la rabbia di Pianura, è dunque un sussurro nella notte del dolore. Offrono una prima risposta, di ascolto sociale prima che spirituale. Ma pongono un problema. 
E tratteggiano uno scenario che polizia e carabinieri tengono già sotto controllo in queste ore difficili. Il territorio è controllato con discrezione, ma tenacemente. Ed è su questo sfondo che oggi una folta rappresentanza di politici dovrebbe partecipare ai funerali di Nugnes.
 Presenze eccellenti che tuttavia la gente di Pianura potrebbe non gradire: il "loro" Giorgio, l´assessore prima finito agli arresti domiciliari, poi dimessosi dalla giunta, infine raggiunto da un divieto di dimora nel suo quartiere, sarebbe stato «abbandonato da tutti loro». Questa è l´accusa del quartiere.
La celebrazione sarà officiata stamane da almeno tre sacerdoti della foranìa di Pianura: oltre al parroco don Claudio De Caro, sacerdote del centro storico, la comunità parrocchiale di San Giorgio che era stata spesso al centro di cure e attenzioni della famiglia dell´assessore, saliranno sull´altare &lt;strong&gt;anche don Bruno della parrocchia di San Lorenzo e don Salvatore Russolillo, il parroco della Santa Famiglia.&lt;/strong&gt; Non è esclusa la partecipazione di altri pastori. In contatto con i vari responsabili parrocchiali c´è monsignore Gennaro Pascarella, lo stesso vescovo di Pozzuoli, diocesi cui fa capo il territorio tormentato in cui già si accesero i fuochi della rivolta contro la discarica. E che oggi ingoia smarrimento e rabbia per una morte che nessuno può accettare. Ma, sottolineano i parroci, «la nostra non è una assoluzione pubblica o superficiale di storie e vicende che meritano approfondimento e riflessione da parte di ogni ceto e ogni settore pubblico. La nostra esigenza di pastori è cercare di connettere in dialogo tra loro pezzi lacerati di un tessuto sociale». (01 dicembre 2008)-------------------------
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-------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-8771020247040186385?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8771020247040186385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8771020247040186385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/funerale-in-chiesa.html' title='FUNERALE IN CHIESA'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-7012649832070186131</id><published>2008-12-03T04:56:00.007+01:00</published><updated>2008-12-03T06:06:54.062+01:00</updated><title type='text'>spegnete i televisori ............</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Dura critica del sindaco al programma che ieri sera ha dedicato un ampio servizio
alla situazione politica della città dopo il suicidio dell'ex assessore Nugnes
Napoli, la Iervolino contro Matrix
"Indegno. Spegnete i televisori"
"Se vi sentite su un vulcano che sta per scoppiare, scappate tutti. Io mi sento al sicuro"&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
NAPOLI - "Spegnete i televisori". Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha criticato duramente il programma di Canale 5 Matrix, che ieri sera ha dedicato un ampio servizio alla situazione politica di Napoli dopo il suicidio dell'ex assessore del Pd Giorgio Nugnes. Il sindaco ha parlato di una rappresentazione della città "veramente indegna. Io chiederei a questa gente di essere seria". 
"Ieri il parroco di Pianura (don Claudio De Caro durante i funerali di Giorgio Nugnes, ndr)- ha aggiunto il sindaco - ha detto una cosa che, da vecchio consigliere di amministrazione della Rai e presidente della Commissione di Vigilanza mi dispiace sentire ma che è vera: 'Spegnete i televisori'". 
Poi Rosa Russo Iervolino si è rivolta ai cronisti: "Voi vi sentite in pericolo?, io chiederei a questa gente di essere seria. Se vi sentite su un vulcano che sta per scoppiare, scappate tutti. Io mi sento al sicuro". 
Infine ad un giornalista che ha chiesto un commento sulle preoccupate parole del Capo dello Stato nel corso del suo intervento di ieri alla Mostra d'Oltremare, il sindaco ha risposto: "Lui la condizione di Napoli la conosce, sarebbe assurdo aspettarsi che dicesse che tutto va bene. Certo - ha concluso - speriamo che la stampa parli della visita di oggi tanto quanto ha parlato dell'immondizia". 

(2 dicembre 2008)

 
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Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;''Dopo i molti, lunghi mesi nei quali il nome di Napoli è stato associato, nell'opinione diffusa e nella polemica politica, alla penosissima emergenza rifiuti, una vicenda il cui epilogo tragico oggi ci turba e scuote umanamente, è giusto ora accendere i riflettori su tutte le norme di operosità e di capacità realizzatrice, spinte ed energie sane, di cui sono ricche questa città e questa regione''. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

&lt;strong&gt;Lo scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,&lt;/strong&gt; in un intervento pubblicato oggi da 'Il Mattino', in cui sottolinea come una coesione di intenti del Paese per lo sviluppo non solo di Napoli e della Campania ma dell'intero Mezzogiorno siano nell'interesse di tutti.

Napolitano evidenzia quindi che il suo appello alla necessità di "un'azione risoluta" per lo sviluppo di Napoli e la Campania da lui auspicata fin dalla sua nomina a Capo dello Stato "è poi finalmente giunta", e "per quel che riguarda la questione rifiuti", scrive il Presidente, "i risultati di sforzi concentrati ed energici non sono mancati". Se però si allarga il discorso all'intero Mezzogiorno, scrive il Capo dello Stato, "pesano sullo sviluppo di tutta l'area difficoltà e problemi con cui ci si deve misurare". Nel citare dati certificati dalla Banca d'Italia sulle differenze di sviluppo tra Centro-Nord e Sud, il presidente Napolitano sottolinea che "non si può non trarre da ciò materia di seria riflessione sulle politiche portate avanti nell'ultimo quindicennio dallo Stato e dalle istituzioni regionali e locali rispetto all'obiettivo di una riduzione del divario" tra queste aree del paese. E si domanda se "ogni intervento pubblico anti-crisi" non dovrebbe "mirare anche e in particolare al Mezzogiorno, che già soffre di condizioni di persistente arretratezza e le cui popolazioni soffrono di un disagio sociale". 
rsistente arretratezza e le cui popolazioni soffrono di un disagio sociale".



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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;NAPOLI (2 dicembre)- «Indagine complessa, colpita sin dalle prime battute preliminari da una clamorosa fuga di notizie, grazie al lavoro sotterraneo di un agente di polizia giudiziaria infedele. È uno dei retroscena della morte dell'ex assessore Giorgio Nugnes un uomo ossessionato dall'arrivo di una nuova inchiesta sul suo conto, intimorito dall'avvento di un'altra misura cautelare, con la temuta pubblicazione di fatti e circostanze della propria vita privata». &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;Gli stessi inquirenti napoletani avrebbero individuato e isolato un esponente della Guardia di Finanza, in passato in forza alla Dia, che avrebbe rivelato particolari coperti da segreto a uno o più personaggi coinvolti nell'inchiesta. Una vicenda giudiziaria dove il ruolo di una o più talpe nelle forze dell'ordine può aver giocato un ruolo decisivo.

La divisa sporca avrebbe favorito persone di volta in volta iscritte nell'informativa trasmessa in Procura; ma anche creando un clima di sospetti e veleni che ha inciso su Nugnes, una personalità provata dagli arresti dello scorso 6 ottobre, per gli scontri antidiscarica dello scorso gennaio a Pianura, suicidatosi lo scorso 30 novembre e del quale ieri, lunedì 1 dicembre, si sono tenuti i funerali. 

Gli inquirenti non escludono che qualcuno abbia addirittura provato a ricattare l'ex esponente della Giunta Iervolino, prospettandogli uno scenario fatto di manette, accuse gravissime e fatti compromettenti sul piano personale. 

Tanto che, dato confermato da fonti giudiziarie, non esistono nel nuovo fascicolo intercettazioni che chiamano in causa Nugnes sul piano privato. Quanto basta a dare slancio all'indagine sulla fuga di notizie legata a Global Service.


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;News dalla Campania [02/12/2008]

Campania. Caso Nugnes: la Procura di Napoli si avvia ad aprire un fascicolo per istigazione al suicidio. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;Gli investigatori vogliono capire se qualcuno, negli ultimi giorni, abbia contribuito a turbare l´ex assessore, che si è ucciso sabato mattina impiccandosi nella tavernetta di casa sua. L´apertura del fascicolo consentirà di avviare accertamenti sui cellulari e il computer dell´uomo politico, sequestrati dai carabinieri; accertamenti da cui potrebbero emergere elementi importanti. Un testimone, in particolare, ha parlato di una telefonata ricevuta da Nugnes sabato mattina: una telefonata che lo avrebbe molto turbato. Nessun elemento di rilievo, invece, è contenuto nei tre biglietti che l´ex assessore ha indirizzato alla moglie, Mimma, e ai figli, Tommaso e Andrea. Giorgio Nugnes era stato coinvolto nell´inchiesta sui disordini scoppiati lo scorso gennaio a Pianura: per quella vicenda il pm Antonello Ardituro aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutte le persone coinvolte; l´udienza preliminare è fissata per il 15 dicembre. Ma Nugnes era molto più preoccupato per un´altra inchiesta, esplosiva, che riguarda mazzette e appalti al Comune e alla Regione. Un´inchiesta condotta dai pm della Dda Vincenzo D´Onofrio e Raffaello Falcone, che però non verte su rapporti tra criminalità organizzata e pubblica amministrazione.

È un´inchiesta nella quale i due pm antimafia sono in un certo senso «inciampati» quando il loro collega di Santa Maria Capua Vetere, Alessandro Cimmino, ha inviato loro alcune intercettazioni telefoniche realizzate dalla Dia. Una di queste intercettazioni è finita anche nell´indagine su Pianura: è la più nota, quella in cui Nugnes, dall´auto, dava ai manifestanti indicazioni sugli spostamenti dei carabinieri.
L´inchiesta della Dda, nel cui ambito lo scorso luglio diverse richiesta di misure cautelari sono state chieste al gip, promette di portare lo scompiglio nei Palazzi. Non solo, dunque, a Palazzo San Giacomo. Di certo, nei mesi scorsi, oltre che in Comune i carabinieri hanno acquisito documenti anche in Regione. La parte dell´inchiesta relativa al Comune verte sulla gestione del patrimonio immobiliare e sull´appalto da 400 milioni di euro per affidare a un unico soggetto per nove anni la manutenzione di 250 chilometri di strade cittadine e dell´arredo urbano. L´assessore di riferimento era, appunto, Giorgio Nugnes; la delibera è la 744/07, ma la gara però non è mai stata bandita per mancanza di copertura finanziaria.
Gli illeciti vedono coinvolti anche alcuni esponenti del centrodestra, che è all´opposizione. Ci sarebbe stato, insomma, un accordo sotto banco per procurare a tutti vantaggi economici da colossi dell´imprenditoria. La formula del global service, infatti, piacque a tutte le forze politiche in campo. La posta in gioco era ricchissima e nelle intercettazioni telefoniche gli indagati ne parlavano in maniera neppure troppo velata. Giorgio Nugnes, infine, era comparso (ma non era mai stato indagato) anche nell´inchiesta Fire control su altri appalti truccati alla Regione e al Comune, condotta dal pm Giancarlo Novelli. L´imprenditore Vincenzo Cotugno, che sta collaborando alle indagini, ha raccontato che proprio l´ex assessore, originario come lui di Pianura, lo aveva messo in contatto con Roberto Conte, l´ex consigliere regionale del Pd arrestato per quella vicenda.
Titti Beneduce , Corriere del Mezzogiorno


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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Mi confidò: questi vogliono vedermi morto”&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
«Giorgio era scosso, preoccupato, temeva che sul suo conto ci fossero altre indagini, ormai viveva in un incubo»: Antonio Marciano, il responsabile organizzativo del Pd, ha incontrato per caso Giorgio Nugnes giovedì nel primo pomeriggio nei pressi della Regione dove l’ex assessore era tornato a lavorare. È stato uno degli ultimi politici a parlargli. «Si è fermato con me qualche minuto - racconta - e ha mi ha ripetuto più volte: “Ci vogliono vedere morti, non si fermano”. Evidentemente si riferiva alle forze dell’ordine e alla magistratura». Secondo Marciano l’ex assessore era teso, preoccupato: «Mi sembrava ossessionato da un pensiero fisso. Mentre parlavamo si è girato, ha detto “Ci stanno filmando, ci stanno fotogrando. Poi si è messo di spalle, ha sussurrato “stiamo attenti, leggono il labiale”. Parlava a labbra strette, quasi non riuscivo a capiro. Ho cercato di rasserenarlo. Gli ho ripetuto: stai tranquillo, la verità verrà fuori». Ma lui continuava a ripetere, dice Marciano, le stesse frasi: «Diceva “usciranno altre indagini, ho paura di essere nuovamente coinvolto”. Mi sembrava un uomo braccato. Parlava come se pensasse di non essere solo nemmeno in quel momento». Nugnes era preoccupato per il futuro. Inutili i tentativi di rasserenarlo: «Io gli ho detto: “approfitta di questo momento per pensare di più alla tua famiglia, prova a investire di più nel tuo lavoro” - racconta Marciano - Infatti era tornato in Regione. Ma lui a un certo punto ha detto che doveva andare via, che aveva da fare. Gli ho ripetuto di venire da me il giorno successivo, che saremmo andati a prendere un caffè. Non sapevo cosa fare: mi sembrava avesse fretta, avesse voglia di andare via». Il colloquio è terminato con una frase che ora sembra un presagio: «Nell’andarsene mi ha abbracciato e mi ha detto: “Antonio, è difficile: non so se ce la faccio”». d.d.c.

01/12/2008

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;I misteri del computer sequestrati i telefonini&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
GIUSEPPE CRIMALDI Ricostruire le ultime ore di vita di Giorgio Nugnes. È su questo versante che si concentrano le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, a due giorni dal suicidio dell’ex assessore comunale del Pd, che si è tolto la vita impiccandosi nella tavernetta di casa, sabato mattina. Incontri, persone, luoghi incrociati da Nugnes: un mosaico complesso che i militari del nucleo operativo diretto dal maggiore Lorenzo D’Aloja tentano di ricostruire. Al momento la Procura di Napoli non ha ancora aperto alcun fascicolo sulla tragedia avvenuta a Pianura. E d’altronde non si indaga su un gesto come quello maturato da Nugnes, se non nel caso in cui si prospetti l’eventualità di una istigazione al suicidio. Ma, almeno per il momento, è prematuro escludere del tutto l’intervento della magistratura inquirente. Anche perché sullo sfondo di questa brutta storia vi sono ancora diversi punti da chiarire. Ieri presso l’obitorio del Policlinico collinare è stato eseguito l’esame del cadavere dell’ex assessore. E stamattina alle 10,30 si svolgeranno a Pianura i funerali. Poi la salma di Giorgio Nugnes verrà tumulata nel locale cimitero. Al lavoro, sul versante investigativo, ci sono ovviamente anche i carabinieri della compagnia Rione Traiano, diretta dal capitano Federico Scarabello. Si stanno raccogliendo tutte le informazioni utili a individuare le persone che l’ex assessore comunale ha incontrato nelle ultime 24-48 ore prima di uccidersi. Sequestrati anche i due suoi telefonini: dai tabulati potrebbero giungere nuove indicazioni e riferimenti alle persone con cui Nugnes ha parlato. Altre piste porterebebro ad un personal computer in uso a Nugnes, e ad un floppy-disk. parlando con alcuni amici e con alcuni giornalisti, giorni prima di togliersi la vita, Nugnes avrebbe riferito di avere in mente di scrivere alcune pagine: una sorta di memoria, nelle quali avrebbe descritto gli ultimi mesi, a cominciare dal periodo immediatamente successivo a quello caratterizzato dagli scontri di piazza di Pianura, in occasione della ipotizzata apertura della discarica di Contrada Pisani. Se confermata, l’esistenza di questo memoriale potrebbe fornire altri utili elementi in grado di ricostruire molte cose. Si indaga anche per un altro motivo. Per comprendere se possa esservi stato un qualche condizionamento capace di scatenare nella mente di quest’uomo provato dalla vicenda giudiziaria che lo aveva visto protagonista la tragica decisione finale. Restano in piedi gli interrogativi già sollevati nelle ore immediatamente successive al suicidio. C’è qualche persona o circostanza che ha agito in maniera fatale sulla determinazione suicida? O, in alternativa, si può ipotizzare lo scenario in base al quale Nugnes possa essere venuto a conoscenza di una nuova inchiesta penale a suo carico? In quest’ultimo caso non si esclude che la Procura della repubblica possa anche decidere - sempre ammesso che ne esistano i presupposti - di avviare un’indagine per fuga di notizie. «No comment», è l’unico commento che si registra da parte del procuratore Giovandomenico Lepore. Un fatto è certo. Nugnes era negli ultimi giorni un uomo ossessionato. La sua ossessione era riferita sempre all’esistenza di quelle che lui chiamava «carte», fascicoli processuali e forse anche intercettazioni telefoniche che lo coinvolgevano. Le conferme di questa «ossessione» sono giunte ieri anche dal suo legale di fiducia, l’avvocato Nello Palumbo che ha sottolineato come Nugnes fosse ormai un uomo sconvolto, che attorno a sé vedeva solo «ostacoli ormai insormontabili».

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Venti indagati, richieste d’arresto al vaglio del gip. Oggi i funerali di Nugnes, l’ex assessore suicida
Ecco l’inchiesta che scuote Napoli
Case e strade, nel mirino gli appalti del Comune. Scontro Iervolino-Lepore&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
«Del Global service non parlo, non ne so nulla». Attacca così l’intervista all’ex assessore al Bilancio del Comune, Enrico Cardillo, dimessosi otto giorni fa. E parla di Giorgio Nugnes: «Era un amico vero, il classico assessore di trincea, un generoso. Questa tragedia mi ha lasciato senza parole, un gesto incomprensibile e inaccettabile». Poi accenna alla sua vicenda personale: «Era una richiesta di interdizione avanzata dal pm e respinta dal gip. L’ho vissuta serenamente e non ho pensato in quel momento di dimettermi, sottraendomi dal punto di vista etico al vaglio del giudice». Infine la conferma di una decisione già esplicitata al momento delle dimissioni: «Con la politica avevo già chiuso nel 2006, se sono rimasto al mio posto fino ad ora è stato perché la Iervolino me lo ha chiesto».

Pubblicato in cronaca, politica. Tag: 1 dicembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-7012649832070186131?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/7012649832070186131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/7012649832070186131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/spegnete-i-televisori.html' title='spegnete i televisori ............'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-6352700078784063813</id><published>2008-11-30T15:39:00.004+01:00</published><updated>2008-11-30T16:45:46.216+01:00</updated><title type='text'>tre lettere</title><content type='html'>&lt;object width="360" height="244"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pyNQpZEzxyw&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pyNQpZEzxyw&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="360" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;



NAPOLI (30 novembre) - Tre biglietti. Tre messaggi d’amore dedicati a chi si lascia per sempre. "Ti affido la mia famiglia. Da oggi prenditi cura di mia moglie e dei miei figli, fai in modo che crescano sani e vivano nel migliore dei modi. Io non posso più andare avanti. Perdonatemi. Giorgio". Questo uno dei tre messaggi scritto con mano ferma e grafia chiara. Sulla busta il nome del cognato di Giorgio Nugnes. La prima delle tre lettere lasciate dall’ex assessore era sistemata in modo che venisse subito trovata: non lontana dalla sedia sulla quale Nugnes ha trovato il coraggio di salire per farla finita.
Le missive sono ora nelle mani dei carabinieri che indagano sulle ultime ore di vita di Nugnes. Chi ha avuto modo di leggerle sa che nelle ultime parole scelte, non ha fatto altro che pensare ai suoi cari. La moglie Mimma, i due figli Tommaso e Andrea, di 18 e 12 anni, ma anche il cognato, che per lui era anche un grande amico con il quale aveva diviso infanzia e giovinezza. 
Chi ha letto quei tre biglietti sa che, tra le loro righe, si nasconde buona parte di una verità che Nugnes si è portato via per sempre; e che, forse, non sarebbe nemmeno giusto rendere pubblica fino in fondo. Eppure come vivesse quest’uomo dal giorno in cui era finito al centro di un’indagine giudiziaria era cosa nota a tutti. E non solo a Pinaura. «Volete sapere la verità? Non è il passato che mi fa paura - ripeteva con ossessiva frequenza negli ultimi giorni a chi gli era rimasto vicino - È il futuro, è quello che mi terrorizza».
A che cosa si riferiva l’ex assessore? Probabilmente a nuovi particolari che facevano rimbalzare il suo nome tra quelli coinvolti in un’altra indagine, una vicenda giudiziaria della quale si era parlato già in occasione di alcune perquisizioni svolte dalla polizia giudiziaria proprio a palazzo San Giacomo. L’incubo ricorrente, per lui, erano «le carte», come le definiva lui. Probabilmente si riferiva anche alle intercettazioni telefoniche. O a certe intercettazioni, conversazioni anche a sfondo privato che - se confluite in una eventuale e ipotetica misura, quale che essa fosse - lo avrebbero riproiettato su una ribalta che ai suoi occhi equivaleva a una insostenibile gogna mediatica. Anche su questi aspetti misteriosi - quelli di «carte» che gli potrebbero essere state mostrate o comunque il cui contenuto gli potrebbe essere stato anticipato, dovrà ora indagare la magistratura. Ieri, sul posto, nella villetta di Pianura, era presente il pubblico ministero di turno, Monica Campese. Il pm era accompagnato dal comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri, il colonnello Giancarlo Scafuri, che adesso guida le indagini. 
Tre biglietti e una verità. Frasi d’amore per la moglie Mimma e per i figli. «Abbiate cura di voi, mi raccomando». Giorgio Nugnes se ne va lasciando tra i suoi cari un vuoto incolmabile, ma anche una serie di domande. Interrogativi sul perché un uomo che tutto sommato aveva superato indenne la fase più acuta delle proprie disavventure giudiziarie - e per il quale valeva, come per tutti gli altri, la presunzione di innocenza - senza cedimenti possa invece aver deciso di concretizzare l’estremo di togliersi la vita. Ed ancora: c’è stata qualche circostanza o causa scatenante che possa avergli sconvolto la mente nelle ultime giornate? Per quale motivo un uomo che si era sentito abbandonato almeno da una parte del suo mondo - la politica - ha deciso di iniziare a fare il giro di alcuni «palazzi»? E alla ricerca di che cosa? Giorgio Nugnes si porta via questi interrogativi che ora potrebbero chiamare in causa qualcuno. Il resto, tutto il resto è solo lutto e dolore.

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Scatta la scorta per Giorgio Nugnes, assessore alla Protezione civile, residente a Pianura: ha ricevuto ripetute minacce di morte. Racconta che la sua casa è da giorni assediata da alcuni facinorosi, fa sapere di non avere intenzione di tirarsi indietro e accusa: «Alleanza nazionale sta gettando benzina sul fuoco». Per Nugnes si è scatenata una guerra attorno al contratto di quartiere da oltre 8 milioni di euro. Un programma di riqualificazione che include però solo una parte del centro storico, escludendo via dell’Avvenire, teatro degli incidenti di questi giorni. L'originale  su www.ilmattino.it


-&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Clan, appalti e intercettazioni
l'ex assessore temeva un'altra inchiesta&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;

 
  
 
 NAPOLI (30 novembre) - Una convinzione che si è rafforzata nel tempo, che ha preso forma e consistenza ogni giorno di più. A partire dalla sera stessa degli arresti - era il sei ottobre scorso - quando Giorgio Nugnes ha sfogliato per la prima volta l’ordine di arresti domiciliari per la guerriglia antidiscarica a Pianura...
Cinquecentotrentadue pagine firmate dal gip Luigi Giordano. È da qui che nasce la convinzione, accompagnata alla paura, dell’ex assessore alla Protezione civile di essere al centro di un’altra inchiesta, di un altro procedimento penale che con «Contrada pisani» non ha nulla a che vedere. Leggere ancora sui giornali le sue conversazioni telefoniche, con tutto quello che di privato un’inchiesta giudiziaria si trascina appresso. Ed è dalla lettura degli atti sul presunto patto tra politici, tifosi e palazzinari della periferia occidentale, che Nugnes capisce che la sua storia di indagato non è stata ancora scritta per intero. O meglio: ne ha la convinzione, un presentimento fosco. Bastano poche annotazioni di polizia giudiziaria, a margine delle intercettazioni telefoniche dell’ordinanza firmata dal gip Giordano, a gettare nel panico l’esponente politico di Pianura. Due dati tecnici: la prima intercettazione telefonica sull’utenza in uso all’ex assessore usata nell’inchiesta su Pianura è del 18 dicembre del 2007, vale a dire 16 giorni prima dal fatidico 2 gennaio del 2008, quando la mobilitazione antidiscarica di Pianura entra nel vivo e l’emergenza Napoli diventa un caso nazionale. 
Tradotto agli arresti domiciliari dagli uomini della Dia, all’indagato Nugnes non sfugge un secondo passaggio dell’atto d’accusa chiesto dal pm anti-hooligans Antonello Ardituro: «Da altro procedimento penale veniva captata comunicazione tra Ciro Sanges e Giorgio Nugnes», scrivono gli inquirenti nel descrivere i rapporti tra l’ex responsabile della Protezione civile del Comune di Napoli e uno dei registi della sommossa antipolizia di Pianura. La data dell’intercettazione questa volta è del 5 gennaio, ma il riferimento a «un altro procedimento penale» è fin troppo esplicito. Da questo momento in poi, dai giorni trascorsi ai domiciliari, Nugnes è costretto a inseguire dicerie e pettegolezzi che rimbalzano in ambienti politici e amministrativi: l’avvento di nuovi arresti, la decisione del gip del Tribunale di Napoli su una richiesta firmata da due pm della Dda di Napoli. Voci ricorrenti parlano di un’altra inchiesta destinata a riguardare Palazzo San Giacomo. Un fascicolo che nasce dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, nei mesi in cui partono le indagini prima a carico del consigliere regionale Ds Brancaccio e poi sull’Udeur di Mastella. Alcune telefonate intercettate vengono trasmesse a Napoli, incardinate in un fascicolo della Dda di Franco Roberti. L’inchiesta riguarda la gestione di alcuni appalti. Nel mirino finisce il clan Sarno di Ponticelli - cosca data in piena espansione -, fino ad investire altri livelli cittadini. S’indaga su appalti milionari, su commesse e opere pubbliche. Milioni di euro racchiusi in una maxidelibera conosciuta come Global service. Un’inchiesta poderosa per accertamenti, ma anche per i nomi citati e per il tam tam diffuso in città. Imprenditori, amministratori, personaggi politici. Una mole di intercettazioni trascritte in un’informativa, oggetto di riscontri da parte della Procura. Atti trasmessi all’ufficio Gip. Migliaia di conversazioni che racchiudono storie personali, vicende private, argomenti che possono diventare pubblici alla prima discovery dell’inchiesta.
 
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Nugnes estraneo a inchieste camorra
Lo precisano procura Napoli e Dda

Dietro il suicidio dell'ex assessore Giorgio Nugnes non ci sono indagini sulla camorra. Lo sottolineano la procura di Napoli e la Dda smentendo l'ipotesi che l'ex esponente del Pd, arrestato per il coinvolgimento nella guerriglia di Pianura, nei giorni del presidio antidiscarica, nei primi giorni del 2008, fosse coinvolto in una seconda inchiesta giudiziaria condotta dalla Dda.


Il coordinatore Franco Roberti esclude categoricamente che l'ex assessore fosse coinvolto in inchieste condotte dall'Antimafia. In proposito risponde anche il procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore: "Posso smentire con certezza che vi sia alcun collegamento con la criminalità organizzata. La camorra, come tante altre volte, non c'entra niente".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-6352700078784063813?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6352700078784063813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6352700078784063813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/tre-lettere.html' title='tre lettere'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-3189873822402357634</id><published>2008-11-30T08:38:00.011+01:00</published><updated>2008-12-04T05:25:34.360+01:00</updated><title type='text'>LA STRANA MORTE DELL' ASSESSORE</title><content type='html'>Sgomento  Giorgio Nugnes era stato coinvolto nell'inchiesta sugli scontri di Pianura
Si uccide l'ex assessore del Pd di Napoli travolto nello scandalo dei rifiuti

Si è tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione Giorgio Nugnes, 46 anni, ex assessore alla Protezione civile e alla difesa del suolo del Pd del Comune di Napoli, coinvolto nell'inchiesta sugli scontri dello scorso gennaio per la discarica di Pianura.Home Politica 
prec succ 
 Nugnes era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso, misura in seguito sostituita dal divieto di dimora nel quartiere di Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico. 
La moglie e il fratello hanno tentato di rianimare l'esponente politico dopo averlo trovato impiccato in un sottoscala, ma senza esito. 

Nugnes (ex Dc, Ppi e Margherita, poi confluito nel Pd) era stato sospeso dal Partito democratico in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta. Il divieto di dimora a Pianura era stato ridotto con il permesso di recarsi nella sua abitazione di via Grottole tre giorni alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì. 
Negli altri giorni risiedeva in una casa a Quarto, in provincia di Napoli. 
Alla base del gesto vi sarebbero «motivi personali», secondo quanto spiegano persone che erano a lui vicine prima dell'avvio dell'inchiesta giudiziaria.


 magistrati gli avevano imposto il divieto di residenza. Si era dimesso il 20 ottobre
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in lacrime dopo aver appreso la notizia
Rifiuti, suicida l'ex assessore Nugnes
Era indagato per la rivolta di Pianura

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 NAPOLI - Si è tolto la vita l'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, 48 anni del Pd, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica. 
Nugnes si è impiccato in un sottoscala, nella casa dove abitava con moglie e due figli adolescenti e molti altri parenti, infilandosi la corda al collo e legandola ad una inferriata.

 C'è stato un tentativo di rianimarlo, purtroppo inutile. 

L'uomo era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso. La misura cautelare, in seguito, era stata sostituita dal divieto parziale di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico.


 "E ora dove vado ad abitare?", avrebbe detto agli amici dopo aver appreso della misura ordinata dai magistrati. Era accusato di aver contribuito all'organizzazione delle proteste, poi degenerate in vari episodi di violenza, che nel gennaio scorso divamparono nel quartiere Pianura contro la riapertura della locale discarica. 

Secondo i magistrati, avvalendosi delle informazioni sugli spostamenti delle forze dell'ordine - informazioni che otteneva grazie al suo ruolo istituzionale - Nugnes avrebbe dato un contributo rilevante alla realizzazione dei blocchi stradali da parte degli ultras contrari alla discarica. Le indagini si basavano su telefonate intercettate tra lo stesso Nugnes e il consigliere di An Marco Nonno, suo amico dai tempi dell'infanzia, anche lui arrestato nella stessa inchiesta.

 L'assessore lo avrebbe avvertito dell'arrivo della polizia nel quartiere, dove i dimostranti avevano ostruito l' accesso alla ex discarica. 

In successive interviste, Nugnes aveva spiegato di averlo fatto pensando così di poter dare una mano alla gente di Pianura, la sua gente. 

Nugnes aveva ottenuto gli arresti domiciliari, poi trasformati dal Tribunale del Riesame, il 21 ottobre, il divieto di dimora a Pianura. 

Quest'ultima misura era stata poi ridotta ad un divieto di tre giorni alla settimana. Il Pd lo aveva sospeso e il 20 ottobre Nugnes, con una lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino aveva rassegnato le dimissioni. 

Il sindaco di Napoli ha appreso piangendo la notizia del suicidio mentre era impegnata nell'inaugurazione di due edifici scolastici. 


"Provo un immenso dolore perché non capisco la sproporzione enorme tra il gesto compiuto e le accuse che gli venivano rivolte - ha detto Iervolino - Non era indagato per aver stuprato un bambino ma solo per aver fatto delle telefonate ed essersi accordato per una resistenza dei cittadini per la riapertura dela discarica nel suo quartiere". 

"Ieri so che è passato a Palazzo San Giacomo (in occasione della conferenza stampa nella quale l'assessore Cardillo ha annunciato l'abbandono della politica, ndr) mi strazia ancor più non avergli potuto fare una carezza o una tirata d'orecchie incoraggiandolo - ha continuato il sindaco - la sua presenza al Comune dimostra quanto fosse legato all'amministrazione". 

"E' incredibile, ci siamo visti fino alla settimana scorsa e Giorgio era tornato grintoso e combattivo. Sembrava che le vicende giudiziarie stessero mettendosi bene e lui aveva ripreso coraggio. Non capisco che cosa può essere successo" dice un amico, un suo compagno di partito nel Ppi e poi nel Pd, che chiede di non essere citato. 

Una folla di giornalisti, fotografi e cittadini si è radunata in via Grottole, dove ci sono stati momenti di tensione: un gruppi di persone, amici di Nugnes, ha inveito contro le istituzioni e i giornalisti. 

Poi la polizia municipale ha bloccato l'accesso delle auto nella piccola strada di Pianura. 

(29 novembre 2008)


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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Le ultime parole del politico: «Prenderanno una donna molto potente»&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

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NAPOLI Ha pianificato il suo suicidio con una meticolosità che solo un ex parà della Folgore come lui poteva avere. Tre lettere a moglie, fratello e figli, una lunghissima intervista al giornale della sua città, il Roma, un misterioso passaggio negli uffici del Comune, dove fino a pochi mesi fa aveva la sua scrivania di assessore alla Protezione civile, l'ultima giornata al suo posto di lavoro negli uffici della Regione Campania, per lasciare tutte le carte in ordine.
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 E poi i particolari più atroci: Giorgio Nugnes si è barricato nella tavernetta di casa e ha fatto jogging sul tapis roulant per arrivare col cuore in gola all'ultimo minuto di vita, perché l'impiccagione fosse più rapida ed indolore possibile.


 Si è strangolato appendendosi con dei fili elettrici, tanto sottili che la moglie si è tagliata le mani per liberarlo dalla morsa fatale. 


Respirava ancora e i tentativi di rianimarlo sono durati mezz'ora, raccontano i primi soccorritori. Tutto inutile. 



Ma né le lettere né l'intervista né le ultime confidenze fatte a giornalisti e conoscenti diradano i dubbi attorno al suicidio dell'ex assessore della giunta 
Iervolino, travolto da un'inchiesta giudiziaria che lo aveva portato anche agli arresti domiciliari. 


&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Dubbi alimentati anche da alcune frasi misteriose delle ultime ore, che alludevano a sviluppi giudiziari eclatanti. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;



L'inchiesta, appunto: è ad essa che vanno i primi pensieri dei napoletani, appena la notizia si diffonde. 


Nugnes era accusato di aver fomentato i disordini di Pianura, di aver fornito informazioni sugli spostamenti della polizia ai facinorosi che misero a ferro e fuoco il quartiere per protestare contro l'eventuale apertura di una discarica nel gennaio scorso, in piena emergenza rifiuti. 

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Ma la preoccupazione per quell'indagine non pare a nessuno una motivazione sufficiente. Il peggio era ormai dietro le spalle, sono passati quasi tre mesi dall'arresto ai domiciliari, una misura che in pochi giorni era stata trasformata nel più morbido divieto di dimora nel quartiere di Pianura. 
Recentemente anche questa misura era stata attenuata: poteva tornare a casa tre giorni a settimana. La sua posizione non sembrava particolarmente pesante. Certo, aveva dovuto lasciare l'incarico di assessore, e probabilmente il suo futuro politico (un passato nella Margherita, ora nel Pd) era forse definitivamente compromesso.

 Eppure nell'ultima intervista al Roma, la cui pubblicazione, ironia della sorte, era prevista proprio per oggi, si diceva tranquillo: «Sono sereno, e devo tutto alla mia famiglia. Affronterò il processo con ottimismo, sapendo che riuscirò a dimostrare la mia innocenza. Sono tornato al mio lavoro e ai miei hobby, prima di morire voglio fare il contadino». 


Però ai giornalisti del Roma non era sfuggito il suo mutato aspetto ed il suo morale a terra. --


Sciupato, pallido, stanco, nervoso. È rimasto in redazione per due ore, poi è sceso con dei giornalisti per un caffè, poi è tornato e si è rimesso a parlare ancora a lungo, a taccuini chiusi.


&lt;strong&gt; Ed è qui che ha detto le cose più interessanti. Ha parlato di un dossier scottante in suo possesso, di un cd su cui aveva racchiuso dei dati, ha promesso ai giornalisti del quotidiano che presto avrebbe potuto fornire loro quel materiale. Nugnes prevedeva che le inchieste della Procura non avevano ancora toccato i livelli alti del potere politico in Campania, che presto molti grossi nomi sarebbero finiti nel tritacarne giudiziario. &lt;/strong&gt;


&lt;strong&gt;Che lui aveva le prove, che presto sarebbero state pubbliche. 

Ne era convinto. E poi ha accennato a storie inquietanti, ma senza fare nomi: una donna in particolare, una donna molto influente, con una relazione stretta con un potente uomo politico. &lt;/strong&gt;
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Una donna che agisce nell'ombra e che gli aveva dato prova di molto potere, di avere informazioni sensibili nell'ambito del commissariato rifiuti e nella gestione dell'emergenza. --

Erano i giorni caldi delle proteste di strada. «Una volta mi disse: tra mezz'ora ti chiama il prefetto. E mezz'ora dopo il mio telefono squillò e c'era il prefetto». Volevano convincerlo a far calmare gli animi, a recedere dal no alla discarica. «Una mattina mi rivelò: oggi la polizia avrà altro da fare che pensare a Pianura. E dopo un'ora in effetti i blindati con gli agenti si allontanarono dal quartiere».


 &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Nugnes voleva intendere che c'era una regia occulta molto più in alto di lui, una lobby politica che utilizzava anche persone al di fuori della politica, persone che non appaiono col proprio volto sullo scenario cittadino. &lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

Ma cosa può avere a che fare tutto questo con il suicidio? Se Nugnes custodiva dossier e cd con file «sensibili», verranno fuori da qualche parte. 


È una questione che in queste ore dovrà appurare la magistratura inquirente.

 Restano i dubbi sulle motivazioni di un gesto così estremo. Gli osservatori delle cose cittadine non mancano di notare una coincidenza. 
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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Il giorno prima del suicidio, venerdì, un altro importante personaggio si è dimesso dalla giunta comunale di Napoli. Enrico Cardillo, potente assessore al bilancio, ha detto improvvisamente addio alla Iervolino e alla politica: «Torno ad insegnare all'Università, non farò mai più attività politica».&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;
 Anche lui aveva ricevuto mesi fa un avviso di garanzia dalla Procura di Napoli, per un'altra inchiesta riguardante le consulenze d'oro per il piano strategico. «Ma le vicende giudiziarie non c'entrano con le mie dimissioni», ha detto Cardillo in una conferenza stampa a Palazzo San Giacomo. 

Negli stessi minuti, in tanti hanno visto Nugnes pochi corridoi più in là. È tornato nel suo ex assessorato. Ha girato in vari uffici, ha incontrato un assessore. Molti sono rimasti colpiti dal suo aspetto abbattuto. 


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&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Perché Cardillo abbandona improvvisamente la politica (quando solo il giorno prima aveva negato ai giornali l'eventualità di sue dimissioni)? Perché Nugnes va in Comune? Perché dopo poche ore si suicida? Cosa può essere successo negli ultimi giorni per determinare decisioni diversissime ma entrambe drastiche nello stretto entourage del sindaco Rosa Russo Iervolino? 
Voci insistenti vanno ripetendo che da tempo la Procura di Napoli ha avviato una delicatissima indagine sulla gestione dell'immenso patrimonio immobiliare del Comune.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;



 &lt;strong&gt;E nell'inchiesta sarebbero coinvolti personaggi che siedono ai piani alti di Palazzo San Giacomo. 
Si attendono provvedimenti gravi. E nessuno si sente di escludere che Nugnes e Cardillo possano avere, a torto o a ragione, qualcosa da temere. 
Un ulteriore tassello che si aggiunge al puzzle irrisolto del suicidio di un uomo.&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-3189873822402357634?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/3189873822402357634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/3189873822402357634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/la-strana-morte-dell-assessore.html' title='LA STRANA MORTE DELL&apos; ASSESSORE'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-2690404442722739562</id><published>2008-11-29T18:12:00.001+01:00</published><updated>2008-11-29T18:25:53.242+01:00</updated><title type='text'>chi dei due era un esperto...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;..... arti marziali e armi da guerra?&lt;/strong&gt;


&lt;strong&gt;L'assessore Nugnes segue i movimenti dei blindati, informa Nonno che si spazientisce:

«Le cose fammele sapere a tempo di record, così mi muovo». 

Il consigliere del partito di Fini (un fissato di paracadutismo  e artimarziali)  teme di essere intercettato.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-2690404442722739562?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/2690404442722739562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/2690404442722739562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/chi-dei-due-era-un-esperto.html' title='chi dei due era un esperto...'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-9195371765846294629</id><published>2008-11-29T18:11:00.006+01:00</published><updated>2008-11-30T09:55:21.253+01:00</updated><title type='text'>Giorgio Nugnes: CHI ERA...</title><content type='html'>Giorgio Nugnes nato a Napoli il 26/03/1960, coniugato, con due figli.
Diplomato all’I.S.E.F., Istituto Superiore Educazione Fisica nel 1983 
con 110/110 e lode.
Esperto in Costruzione e Gestione Impianti sportivi.
Dal 1986 al 1992 ha lavorato presso il Commissariato
di Governo per la ricostruzione della Regione Campania
occupandosi dei comparti di Quarto e Pozzuoli.
Dal 1993 è dipendente della Regione Campania.
Dal 1983 al 1988 ha ricoperto la carica di Vice 
Delegato Regionale del Movimento giovanile
della Democrazia Cristiana.
Nel 1994, eletto con 1200 preferenze al Consiglio
Comunale di Napoli nella lista della Democrazia 
Cristiana.
Vice-capogruppo del P.P.I. in Consiglio Comunale
 dal 1994 al 1997.
Nominato nel 1996 dal Sindaco Bassolino, ai sensi
della L. 142/90, Delegato per le Politiche
della Casa e del Patrimonio.
Componente, inoltre, della Commissione Consiliare
“Patrimonio”.
Eletto al Consiglio Comunale del Comune di Napoli
 nel 1997 con circa 3000 preferenze (1°eletto) 
nelle liste del P.P.I.
E’ stato Capogruppo del P.P.I. dal 1997 al 2000.
Eletto al Consiglio Comunale del Comune di Napoli 
(1° eletto) nel 2001, ha ricoperto il ruolo di
Presidente della Commissione Bilancio, Finanze 
ed Aziende Partecipate fino al Dicembre 2003;
da allora in poi è stato Capogruppo di “D.L. 
La Margherita” fino al Maggio 2006.
Eletto al Consiglio Comunale del Comune di 
Napoli con 5000 preferenze nel Maggio 2006.
Dal 19 Giugno 2006 è stato nominato dal 
Sindaco Rosa Iervolino Russo, Assessore alla
Difesa del Suolo e Protezione Civile.

&lt;object width="360" height="244"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gCNDuKvdyh4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gCNDuKvdyh4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="360" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;

&lt;object width="360" height="244"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C6s_fM7-P7E&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/C6s_fM7-P7E&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="360" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-9195371765846294629?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/9195371765846294629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/9195371765846294629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/giorgio-nugnes.html' title='Giorgio Nugnes: CHI ERA...'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-6912976383174622671</id><published>2008-11-29T18:10:00.006+01:00</published><updated>2008-12-03T06:10:01.750+01:00</updated><title type='text'>Marco  Nonno:  CHI E'..</title><content type='html'>Gruppo di appartenenza: Alleanza Nazionale
Marco Nonno è nato a Napoli nel 1970. 
Lavora nell’edilizia e, tra i suoi hobbies, ha il
paracadutismo civile, le immersioni subacquee e le
escursioni in montagna.
Inizia l’attività politica molto presto: nel 1985,
a 15 anni, è segretario del Fronte della Gioventù 
organizzazione giovanile del MSI); a 22 anni diventa
vicesegretario provinciale e dirigente nazionale della
stessa organizzazione.
Nel 1996 viene eletto per la prima volta nel Consiglio
Circoscrizionale di Pianura (è il più votato di A.N),
nel 2001 viene rieletto.
Nel 2006 è eletto al Consiglio Comunale di Napoli 
con 2.500 preferenze, è il secondo nelle liste di
Alleanza Nazionale).

&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;--------------
Antefatto
-------------------------&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;

Emergenza rifiuti a Napoli
Continua la rivolta anti-discarica a Pianura, anche stamattina scontri violenti tra manifestanti e Polizia ma poco fa le forze dell'ordine hanno lasciato il quartiere napoletano per allentare la tensione.
Dopo un vertice in Prefettura è stato però ribadita la riapertura del sito di Pianura.
Stamattina negli scontri anche 3 feriti e un fermato tra i manifestanti, il traffico è paralizzato e il quartiere isolato con le barricate di cassonetti montate da un gruppo di decine di ragazzi che stanno trasformando la protesta in una sorta di rivolta sociale mescolando interessi non tutti cristallini.
&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Tra i capopopolo della rivolta un consigliere di An, stamattina in prima fila tra i manifestanti.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;


&lt;object width="360" height="244"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iZ6N6U-pHB8&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/iZ6N6U-pHB8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="360" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-6912976383174622671?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6912976383174622671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/6912976383174622671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/marco-nonno.html' title='Marco  Nonno:  CHI E&apos;..'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-9092859320852535670</id><published>2008-11-29T16:26:00.002+01:00</published><updated>2008-11-29T16:31:31.566+01:00</updated><title type='text'>Napoli..Quartiere di PIANURA</title><content type='html'>NAPOLI - "Mi sono battuto contro la riapertura della discarica. E' vero. La giustizia mi accusa di avere organizzato blocchi stradali? Ma a volte questa resistenza pacifica evita un corpo a corpo più pericoloso. Ho sempre difeso fino in fondo la mia gente del mio quartiere". 

Era il 7 ottobre quando Giorgio Nugnes, l'ex assessore suicida apriva le porte della sua casa di Pianura a Repubblica. Nugnes era da poche ore agli arresti domiciliari, ma sembrava saldo nella convinzione di uscire presto da quello scandalo. Cinquantadue giorni dopo, il viottolo di campagna in cui abitava con una vasta parentela di cugini e nipoti, è avvolto dalla tragedia. Una tragedia che colpisce ancora più duramente perché maturata in questo luogo che ispira pace e tranquillità, dove la gente come Nugnes, quando poteva, veniva qui a raccogliere frutta e castagne e, se andavi a trovarlo, ti offriva delle mele appena colte. 

Il suo corpo l'hanno trovato a pochi metri dall'ingresso della palazzina gialla. Accanto una corda e lo sgabello usati per impiccarsi. "C'è voluta molta lucidità e perizia per concepire un gesto come questo" scuote la testa sconvolto padre Bruno Rossetti, parroco della chiesa di San Lorenzo che, insieme a Don Claudio De Caro e ad altri due affranti sacerdoti, hanno portato il primo conforto alla famiglia. Sua moglie Mimma, insegnante, una donna discreta e sempre distante dalla ribalta politica, i figli adolescenti Tommaso e Andrea avevano sofferto in questi mesi prima i conflitti e le guerriglie urbane intorno alla possibilità di riaprire la discarica di Pianura, poi erano stati colpiti dal blitz giudiziario e dalle dimissioni con le quali Nugnes aveva lasciato il suo ufficio di assessore comunale. E ancor, la tensione per questo complicato regime di arresti domiciliari, infine la tragedia di oggi. 

La gente di Pianura è adirata contro giudici e forze dell'ordine. Ma punta il dito soprattutto su quel divieto di dimora che il giudice per le indagini preliminari gli aveva inflitto. Una scelta che la stessa procura aveva chiesto di attenuare proprio nelle ultime settimane. Lo conferma il procuratore aggiunto antimafia Franco Roberti: "E' una tragedia nella quale ogni valutazione oggi appare impropria. Ma vogliamo ricordare che, alle richieste di Nugnes la procura aveva valutato e poi concesso la possibilità per lui di rientrare nella sua casa e dimorare lì almeno la notte". Alla apertura dei pm, tuttavia, il gip aveva risposto con maggiore severità: Nugnes poteva dormire a casa solo lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana dalle ore 20 alle 8 del mattino dopo. "Un provvedimento del tutto atipico" lo definiscono ora anche ufficiali di polizia giudiziaria abituati a dettare prescrizioni per camorristi e sorvegliati speciali. 

E, intorno alle 15, un silenzio irreale circonda la casa dalla quale esce il feretro dell'assessore. Oltre un centinaio di persone si fanno il segno della croce. C'è chi mormora "assassini" e uno dei tanti consiglieri comunali presenti, racconta: "L'avevo visto due giorni fa ai piedi di palazzo San Giacomo (la sede del palazzo comunale di Napoli; ndr) dove ornai veniva come un ospite. Aveva detto: 'se pensano di farmi smettere con la politica o di farmi sentire un uomo distrutto, si sbagliano". 

E allora, il 7 ottobre, nell'intervista agli arresti domiciliari, aveva detto: "Siamo cresciuti con l'olezzo della discarica a Pianura, non permetteremo che la riaprano". E alla fine aveva avuto anche ragione. La discarica non è stata riaperta, ma si è portata via la sua vita. 

(29 novembre 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-9092859320852535670?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/9092859320852535670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/9092859320852535670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/ai-primi-di-ottobre-giorgio-nugnes.html' title='Napoli..Quartiere di PIANURA'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-8118322062973443517</id><published>2008-11-29T15:14:00.006+01:00</published><updated>2008-11-29T18:56:49.459+01:00</updated><title type='text'>cronaca di oggi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Si è suicidato in casa Giorgio Nugnes L'ex assessore di Pianura&lt;/strong&gt;
Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha pianto appena saputa la notizia
 Si è suicidato nella sua casa di Pianura l'ex assessore comunale Giorgio Nugnes del Partito democratico.
 Aveva 46 anni ed era il padre di due figli. 
Nugnes era stato arrestato a ottobre nell'ambito degli scontri avvenuti a Pianura nel gennaio 2008 contro la paventata riapertura della discarica di Contrada dei Pisani. 
Era accusato di associazione a delinquere, devastazione e interruzione di pubblico servizio

Nugnes è ritornato nella sua casa, si è infilato la corda al collo, l'ha legata ad una inferriata e si è lasciato andare. 
Una folla di cittadini e amici ha spintonato la maggior parte dei giornalisti e dei fotoreporter fuori della stradina - via delle Grotte, una traversa di via Grottole - dove risiede la famiglia.
 Di fatto, un gruppo di persone sta bloccando l'accesso alla stradina per impedire che i cronisti giungano nei pressi dell'abitazione dei Nugnes, una palazzina di due piani nella zona antica di Pianura.

Nugnes, esponente del Pd, era stato sospeso dal partito in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta. 
La misura del divieto di dimora nei suoi confronti era stata di recente attenuata dai magistrati della Dda: Nugnes aveva il permesso di recarsi nella sua abitazione di via Grottole il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
 Negli altri giorni risiedeva in una dimora di Quarto, in provincia di Napoli. 

Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, ha appreso piangendo la notizia del suicidio dell'ex assessore comunale Giorgio Nugnes mentre era impegnata nell'inaugurazione di due edifici scolastici. 
Profondamente commossa, il sindaco si sta recando con il suo vice, Sabatino Santangelo, nell'abitazione dove Nugnes si è tolto la vita.  (29 novembre 2008)
2008-11-29 14:50 
SUICIDA EX ASSESSORE COINVOLTO INCHIESTA ULTRA' PIANURA 
 NAPOLI - Si è suicidato l'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica. 

Giorgio Nugnes, ex assessore alla protezione civile, al sottosuolo ed ai cimiteri del Comune di Napoli, era stato arrestato il 6 ottobre nell' ambito dell' inchiesta sui disordini scoppiati a gennaio nel quartiere Pianura contro l' ipotesi di riapertura della discarica. 
L' assessore, ex Dc, Ppi e Margherita, poi confluito nel Pd, aveva respinto davanti al gip Luigi Giordano il 13 ottobre le accuse del pm Antonio Ardituro. 

&lt;strong&gt;Da alcune intercettazione telefoniche sarebbe emerso che l' assessore avrebbe avvertito il consigliere comunale di An, Marco Nonno, anche lui arrestato nella stessa inchiesta, dell' arrivo della polizia nel quartiere, dove i dimostranti avevano ostruito l' accesso alla ex discarica.&lt;/strong&gt; 
Nugnes aveva ottenuto gli arresti domiciliari, poi trasformati dal Tribunale del Riesame, il 21 ottobre, in divieto di dimora a Pianura. 

Quest' ultima misura era stata poi ridotta ad un divieto di tre giorni alla settimana.
 Il Pd lo aveva sospeso ed il 20 ottobre Nugnes, con una lettera al sindaco Iervolino aveva rassegnato le dimissioni.

Secondo le prime notizie, Nugnes si é tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione di Pianura. 
Ci sarebbe stato un tentativo di rianimarlo, rivelatosi poi inutile. Nugnes, esponente del Pd, era stato sospeso dal partito in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta. La misura del divieto di dimora nei suoi confronti era stata di recente attenuata dai magistrati della Dda: Nugnes aveva il permesso di recarsi nella sua abitazione di via Grottole il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Negli altri giorni risiedeva in una dimora di Quarto, in provincia di Napoli.

&lt;strong&gt;ERA ACCUSATO DI REGIA PROTESTE &lt;/strong&gt;

Aver contribuito all'organizzazione delle proteste, poi degenerate in vari episodi di violenza, che nel gennaio scorso divamparono nel quartiere Pianura contro la riapertura della locale discarica. Era questa l'accusa fornulata dai pm di Napoli nei confronti di Giorgio Nugnes, l'ex assessore comunale che stamani si è tolto la vita. Nugnes, secondo i magistrati, avvalendosi delle informazioni sugli spostamenti delle forze dell'ordine - informazioni che otteneva grazie al suo ruolo istituzionale - avrebbe dato un contributo rilevante alla realizzazione dei blocchi stradali, circostanza confermata, a giudizio degli inquirenti, da alcune intercettazioni telefoniche. Posto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso - misura poi trasformata in divieto di dimora a Pianura, con una successiva autorizzazione a trascorrere tre notti la settimana nell'abitazione di famiglia - Nugnes era stato interrogato il 13 ottobre dal gip Giordano e dal pm Ardituro, respingendo con fermezza tutte le accuse di "regia" degli scontri. Il 28 ottobre a Nugnes, al consigliere comunale Marco Nonno e ad altri 39 indagati nell'inchiesta era stato notificato un avviso di conclusione indagini, atto che con ogni probabilità ha come conseguenza la richiesta di rinvio a giudizio.

FOLLA SOTTO LA SUA ABITAZIONE, URLA E MOMENTI DI TENSIONE 

Una folla di giornalisti, fotografi e cittadini si è radunata in via Grottole, nel quartiere Pianura, dove l'ex assessore comunale Giorgio Nugnes si è tolto la vita. 

Il decesso è avvenuto in casa: Nugnes è stato soccorso ed è stata chiamata anche un'ambulanza del 118, nel tentativo di rianimarlo, ma quando sono giunti i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. 
Si attende l'arrivo del magistrato. La polizia municipale ha bloccato l'accesso delle auto nella piccola strada di Pianura. 
Il sindaco Iervolino, che sembrava volersi subito recare sul posto, ha invece deciso di attendere qualche ora, per motivi di opportunità e per poter sentire prima la moglie dell'ex assessore.

Momenti di forte tensione si stanno registrando in via Grottole, nel quartiere Pianura, sotto l'abitazione dell'ex assessore comunale Giorgio Nugnes, suicidatosi questa mattina. 
Un gruppo di persone - cittadini e amici di Nugnes - ha inveito contro cronisti e fotografi ("siete peggio delle iene") spintonando con violenza quelli più vicini all'ingresso dello stabile.
 Urla sono state rivolte anche contro le istituzioni. Per riportare la calma sono intervenuti i carabinieri, che presidiano la zona . 
 
&lt;strong&gt;-------Dichiarazione di Giorgio Nugnes &lt;/strong&gt;------
 Mi dimetto. Ribadisco l'estraneità assoluta ai reati contestatimi e confido di provare al più presto la mia innocenza
(20 ottobre 2008) - fonte: Julie News - inserita il 29 novembre 2008 da redazione
Stralci della lettera di Nugnes al sindaco Jervolino con la quale annuncia le sue dimissioni dall'incarico di assessore dopo essere stato arrestato per i fatti della discarica di Pianura. 
“Ho sempre cercato di utilizzare gli strumenti amministrativi per risolvere i problemi dei cittadini, specialmente quelli delle periferie”: così l’assessore comunale Giorgio Nugnes - agli arresti domiciliari perché ritenuto uno degli organizzatori degli incidenti avvenuti lo scorso anno a Pianura durante le manifestazioni contro la discarica - scrive in un passaggio della lettera inviata al sindaco Rosa Russo Iervolino in cui conferma le sue dimissioni dall’incarico. Il testo della lettera è stato diffuso, per volontà di Nugnes, solo una volta conclusa l’udienza che si è svolta oggi davanti al Riesame (i giudici sono in camera di consiglio). Nel corso dell’udienza il legale di Nugnes, l’avvocato Nello Palumbo ha chiesto l’annullamento della misura cautelare. “Dopo aver a lungo riflettuto - scrive Nugnes - superati i primi momenti di comprensibile disorientamento e sconcerto, al fine di toglierti da qualsiasi disagio, evitando che la mia vicenda possa ulteriormente riverberarsi sul sereno, corretto ed efficiente funzionamento dell’attività amministrativa, ritengo che sia opportuno rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore comunale”. Nugnes ribadisce inoltre “l’estraneità assoluta ai reati contestatimi e confido - afferma - di provare al più presto la mia innocenza”. Nugnes si sofferma inoltre sulla situazione del “disagio e degrado” esistente nel quartiere Pianura. “Tu questa condizione - scrive alla Iervolino - l’avevi capita più di tutti e prima di tutti e probabilmente mi hai nominato assessore anche perché sono nato in questa realtà così delicata. In due anni sono state realizzate e sono in corso di realizzazione opere che nemmeno si erano ipotizzate negli ultimi cinquanta anni”. “Apprezzo la sua sensibilità e lo ringrazio per il lavoro svolto” – sono state le parole con cui il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha commentato la lettera. Nuovi atti sono stati depositati ieri, nel corso dell’udienza presso il Tribunale del Riesame di Napoli, dal Pm Antonio Ardituro: in particolare, per quanto riguarda Nugnes, la misura degli arresti domiciliari viene sostituita con il divieto di dimora nel quartiere di Pianura.


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&lt;strong&gt;Autore:
Enrico Fierro&lt;/strong&gt;link autore:
«Sono partiti, stanno a Fuorigrotta, mannaggia ’a morte». «Guagliu’ iammo, stanno arrivann ’e carabinieri». 
Napoli, gennaio 2008, a Pianura scoppia la guerriglia contro la discarica. Ci sono blocchi, scontri con le forze dell’ordine, devastazioni delle sedi dei partiti, i commercianti devono chiudere i negozi. 
Chi c’è dietro gli scontri?, i no global, gli ambientalisti duri e puri, i pericolosissimi anarco-insurrezionalisti? Affatto. 
Il «fronte del no» partenopeo è una miscela maleodorante di politica, affarismo, speculazione, camorra e tifo violento. 
È questo il vomito ammorbante che sta uccidendo Napoli e le sue speranze di rinascita. 
Giorgio Nugnes ha la tessera del Partito democratico in tasca ed è assessore al Comune di Napoli, di lui si fida il sindaco, di lui si fidano la prefettura e la Questura.
PRENDE i voti a Pianura, è in corsa per il consiglio regionale.
 Non può certo lasciare spazio a Marco Nonno, consigliere comunale pure lui, ma di Alleanza Nazionale, che in quei giorni di fuoco capeggia la rivolta. 
Due fronti opposti, ma uniti nel no alla di-
scarica. 
Motivo nobile, direte, visto che a Pianura quello sversatoio c'è da 40 anni e nel quartiere si muore intossicati e devastati dai tumori. 
La gente lotta per la salute.
 Nugnes e Nonno per altri interessi.
È scritto nell'inchiesta della procura della Repubblica di Napoli, 34 arresti e 40 indagati.
 Nonno è finito a Poggioreale, Nugnes è agli arresti a casa sua. Per tutti l'accusa è di devastazione, associazione per delinquere e un'altra sfilza di reati che occuperebbe tutto lo spazio di questa pagina.
«Se salgono di qua si fa una cosa»
3 gennaio 2008, a Pianura sono stati già incendiati autobus, feriti agenti e carabinieri. Ci sono le barricate e Giorgio Nugnes, che è assessore alla protezione civile, è ufficialmente informato degli spostamenti della polizia che muove verso Pianura per «liberare» la discarica. Il clima è teso, Marco Nonno - giacca militare addosso - è tra i rivoltosi.
 Ha un filo diretto con l'assessore che lo informa e gli dà ordini: «Ma via Sartana è libera, mannaggia 'a capa vosta». E Nonno: «Se salgono di qua si fa una cosa, hai capito?». Una «cosa», un blocco, gli scontri con i petardi, le molotov e le spranghe di ferro. Quelle portate dai ragazzi della tifoseria ultrà mobilitata per l'occasione, da Nonno e Nugnes e foraggiata con «mangiate» e danari da un altro «galantuomo».
Filo diretto con le Teste Matte
È Leopoldo Carandante, piccolo costruttore fortemente sospettato di essere il referente principale di quel misto di camorra e speculazione che ha trasformato Pianura nel regno dell'abusivismo edilizio. I guaglioni degli ultrà sono quelli delle «Teste Matte» e dei «Niss» (Nessun incontro, solo scontri), quelli che ogni domenica incendiano il San Paolo e tutti gli stadi dove il Napoli calcio va a giocare. Mario 'o bandito, Rafilone, Gino 'o topo, Popoff… ecco: questi sono i referenti dei due politici napoletani, soprattutto di Marco Nonno. «Sulla curva esiste una vera e propria legge di camorra», disse un anno fa il pentito Giuseppe Misso jr, nipote del boss Peppe Misso, re della Sanità. «Allo stadio come nella vita o si è guardie o si è ladri»: è lo slogan dei Niss.
«Fammi sapere che mi muovo»
Ma torniamo a quel 3 gennaio. 
L'assessore Nugnes segue i movimenti dei blindati, informa Nonno che si spazientisce. 
«Le cose fammele sapere a tempo di record, così mi muovo». Il consigliere del partito di Fini (un fissato di paracadutismo, arti marziali e armi da guerra) teme di essere intercettato.
Ma l'assessore lo rassicura attingendo a piene mani nella sua enciclopedica cultura politica: «Quelli che ci stanno intercettando ci fanno un bucchino». Nonno non è da meno nell'esternare la sua stima a magistrati e forze dell'ordine: «Ci cagano il babà, io non sto facendo niente di illegale». Fermiamoci un attimo. Nugnes è l'assessore di una grande città italiana, un politico in ascesa di un partito in quel momento al governo. Nonno è un giovane consigliere comunale destinato a diventare consigliere regionale per il partito che di lì a poco conquisterà l'Italia ed esprimerà presidente della Camera e ministro della Difesa. E pensate alle loro chiacchiere «ufficiali» condite dalla stima verso polizia e carabinieri.
 Balle.
Voti, affari e clan
Di nuovo Nugnes: «Io sto qui, sto difendendo i miei cittadini». 
Balle pure queste. 
Perché l'inchiesta della procura di Napoli mette a nudo gli affari tra Nonno e il «costruttore» degli abusivi Carandente e le relazioni pericolose di Nugnes che invece usa Ciruzzo Sanges, un pluripregiudicato. 
Correva l'anno 1994, quando Pietro Lago (legato al clan che porta lo stesso nome e che detta legge a Pianura) parlò dei legami tra camorra e politici: «Ho procurato voti all'on. Martusciello (Forza Italia, ndr) in cambio di piaceri che mi avrebbe fatto: mi avrebbe potuto far avere appalti nella zona di Pianura… 
Per ultimo ho appoggiato Giorgio Nugnes che mi ha passato informazioni e documenti sui soldi che dovevano essere stanziati per Pianura».
Il patto della braciola
I telefoni non trovano pace quel 3 gennaio. 
Pianura è in fiamme. Quindici minuti dopo la telefonata tra Nonno e Nugnes, scattano i disordini. 
Guaglioni mascherati dirottano un bus del trasporto pubblico e lo incendiano con le molotov. In quei giorni Marco Nonno non si perde una telecamera. È lanciatissimo, anche se nel suo partito c'è un consigliere regionale, Piero Diodato, che ha detto sì alla discarica. Durante gli scontri qualcuno appicca il fuoco al distributore di benzina del fratello dell'onorevole. Per rabbonire gli abitanti di Pianura, Diodato, ha premuto sulla giunta regionale per trovare un po' di finanziamenti. Nonno ne parla con Nugnes. 
Perché l'assessore democratico vuole sapere cosa è riuscito ad arravogliare (arrangiare) alla Regione Diodato, quante braciole, soldi, ha racimolato per Pianura.
Amara la considerazione dei magistrati. «Il denaro pubblico, frutto dell'imposizione fiscale è paragonato efficacemente ad una braciola da mangiare». 
Ultrà e speculatori, camorra e politici, democratici e di destra: Napoli affondava nella monnezza e loro organizzavano le barricate.
Quando ha vinto il centrodestra, Marco Nonno ha fatto affiggere un bel manifesto: «Grazie a Pianura l'Italia ha voltato pagina», e giù una serie di ringraziamenti ai suoi cari elettori, nome per nome. Grazie a Garibaldi, 'o Russo, 'o Macellaio, Birritella. 
Firmato popolo delle Libertà.

L'Unità 07-09-08 p. 1-8&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-8118322062973443517?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8118322062973443517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/8118322062973443517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/cronaca-di-oggi.html' title='cronaca di oggi'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-1526384935681684815</id><published>2008-10-29T19:07:00.002+01:00</published><updated>2008-11-29T19:17:09.435+01:00</updated><title type='text'>i video più recenti</title><content type='html'>&lt;object width="280" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uvvE975RJZ0&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/uvvE975RJZ0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;



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 Segr.FIMP di Modena,   27 novembre 2008, 11:27

 L'appello/2     Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile. Non cancelliamo con un decreto, come propone la Lega Nord, questo diritto costituzionale



"Chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti?".
Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui".
Ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" 

(Vangelo secondo Luca)

Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP 
(Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena 

L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.

Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani. 

&lt;strong&gt;La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello, ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro: esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura. &lt;/strong&gt;
Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato. 

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con 
L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno. 

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello. 

Firma l'appello: La salute è uguale per tutti 

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» 2008-11-28 12:29 
Poverta': domani Giornata nazionale della colletta Alimentare 
In 7. 600 supermercati si potranno donare alimenti in scatola 
(ANSA) - ROMA, 28 NOV -Aiutare concretamente i poveri e' l'obiettivo della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, organizzata per domani in tutta Italia. Per l'Istat sono il 12,8% della popolazione e la Fondazione Banco Alimentare Onlus e la Compagnia delle Opere Impresa Sociale invieranno oltre 100 mila volontari in 7.600 supermercati per consentire di donare alimenti non deperibili (olio,omogeneizzati,tonno e carne,pelati e legumi in scatola)che saranno distribuiti a oltre un milione e mezzo di indigenti.  




&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS_jAhvCA0I/AAAAAAAANtw/sC4X6Bno9Mg/s1600-h/LP.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 76px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS_jAhvCA0I/AAAAAAAANtw/sC4X6Bno9Mg/s400/LP.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273683286869279554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-2231868235820714483?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/2231868235820714483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/2231868235820714483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/11/elenco-completo.html' title='la salute è uguale per tutti'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS_jAhvCA0I/AAAAAAAANtw/sC4X6Bno9Mg/s72-c/LP.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-4138264041460181937</id><published>2008-10-03T06:30:00.000+02:00</published><updated>2008-12-03T06:31:52.872+01:00</updated><title type='text'>dati truccati .....</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/STYZsBaAB-I/AAAAAAAANuw/525pbxp6z8o/s1600-h/bruno-vespa_enrico-mentana.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 162px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/STYZsBaAB-I/AAAAAAAANuw/525pbxp6z8o/s200/bruno-vespa_enrico-mentana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275432257593542626" /&gt;&lt;/a&gt;
Partiamo da un presupposto. Sta per terminare il periodo di garanzia autunnale e Rai e Mediaset affilano le armi in attesa dei bilanci finali. Se la predominanza Rai nel prime time sembra essere indiscutibile, Mediaset vince nei daytime: accesa invece la lotta in seconda serata soprattutto tra i due programmi di punta, Porta a Porta e Matrix. Iniziano a circolare le prime analisi stagionali e con esse le prime polemiche.
 
In una conferenza stampa Enrico Mentana, in compagnia di Massimo Donelli e del direttore generale informazione Mediaset, Mauro Crippa, ha commentato felice il bilancio della stagione autunnale di Matrix che, dal 7 settembre al 26 novembre, ha consolidato sua leadership sul pubblico giovane, ha battuto in share tutti gli altri programmi di informazione, conquistando un primo posto che verrà premiato dalla rete con tre speciali in prima serata per il periodo di gaanzia primaverile.
Nel dettaglio i dati diffusi da Mediaset vedono per Matrix una media del 18.2% di share (1.397.000) contro il 17.3% (1.352.000) di Porta a Porta. Un distacco che si farebbe più ampio sul target commerciale (15-64 anni), con Matrix al 19.2% (1.100.000) e Porta a Porta al 13.6% (803.000). Battuti per share anche Annozero (18%), Ballarò (15.5%), Tv7 (15%) e Report (13.2%), al lordo delle differenti collocazioni orarie e di palinsesto.
 
Rimanendo su Matrix, la puntata record è quella con Roberto Saviano (il 15 ottobre), che ha realizzato oltre il 25% di share; bene anche quella del 24 ottobre sulle polemiche sulla scuola, con il 24.74%. Nella top ten anchele puntate con il ministro Renato Brunetta (l’esordio stagionale e quella del 19 novembre), entrambe sul 21%. Donne e ‘bambini’ (ovvero i giovani) costituiscono lo zoccolo duro di Matrix, mentre Porta a Porta vince nettamente sugli uomini e sugli over 65.
 
Ma Bruno Vespa non ci sta e accusa Mediaset di ‘truccare’ i dati d’ascolto, ignorando alcune variabili di palinsesto e di programmazione che darebbero una lettura diversa dei risultati. “E’ vero che il confronto assoluto vede per ora Matrix in vantaggio con il 18.2 % e Porta a Porta con il 17.3 % - risponde in una nota la redazione di Porta a Porta - ma il vero ascolto della trasmissione di Mentana matura il venerdì quando Porta a Porta non va in onda. Nella sovrapposizione di lunedì e mercoledì Porta a porta registra uno share del 17.82 % contro il 17.51% di Matrix”.
 
Insomma si mettono i puntini sulle i: “Porta a Porta - precisa la redazione - ha inoltre vinto 12 serate contro 10 nonostante un palinsesto che ci penalizza fortemente. Il dato generale è influenzato dal prolungarsi de La Talpa che ha indotto perfino Maurizio Costanzo a spostarsi nella seconda serata della domenica. La forza di Porta a Porta rispetto al concorrente è dimostrata in ogni caso dal nostro successo ogni volta che trattiamo lo stesso argomento: siano le elezioni USA o la strage di Erba”.
 
E in effetti, se si conforntano i dati di ieri sera, quando sia Vespa sia Mentana hanno trattato la sentenza di ergastolo per la strage di Erba, Matrix ha registrato uno share del 14.43% (1.436.000 telespettatori) contro il 14.86% (2.492.000) dell’anticipazione di Porta a Porta, salito poi al 20.66% (1.542.000) da mezzanotte meno un quarto.
 
La piccata risposta di Vespa non è caduta certo nel vuoto: immediatamente dopo Mentana ha commentato le dichiarazioni del ‘rivale’ con un pizzico di ironia. “La redazione di Matrix legge con stupefatto divertimento la risposta della redazione di Porta a Porta a dati d’ascolto inoppugnabili che infatti non vengono contestati. Apprendiamo finalmente qual è il vero motivo della sconfitta di Porta a porta: la Talpa. Ma qui francamente ci ritraiamo: nella disputa fra Talpa e Vespa non sappiamo per chi prendere le parti”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-4138264041460181937?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/4138264041460181937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/4138264041460181937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/10/dati-truccati.html' title='dati truccati .....'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/STYZsBaAB-I/AAAAAAAANuw/525pbxp6z8o/s72-c/bruno-vespa_enrico-mentana.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1171224680585494925.post-598245667177972184</id><published>2008-09-01T16:56:00.000+02:00</published><updated>2008-12-01T16:58:13.309+01:00</updated><title type='text'>: UNA PAGINA A PARTE PER LA SATIRA</title><content type='html'>--------------------------------
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15/06/2005 | La Repubblica | ANTICLERICALISM | 
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FILIPPO CECCARELLI 
Dalle riviste alla politica, dalla Chiesa alle associazioni, emerge dopo il voto la mutazione genetica della destra

L ‘Ora dei teo con. teocrati conservatori, a dar retta alle abbreviazioni. Ma anche «liberal assaliti dalla realtà», secondo una definizione di Irving Kristol, uno dei precursori d'oltreoceano. E quindi mica tanto liberal, ormai, ne liberali, anzi. Comunque un fenomeno, un gruppo di persone e di teorie che indicano la mutazione genetica della destra, d'ora in poi irriconoscibile sul piano degli interessi, ma più che identificata e aggressiva su quello dei valori. Idee forti da prendere in prestito per riempire l'incertezza di una politica che anche a destra appare sempre più lontana e vuota. E infatti: «Il vento dei valori» titolava ieri il Giornale; mentre il Foglio sbandierava La guerra culturale, e l'Avvenire s'appellava al «popolo» contro il «fru fru» degli intellettuali e le «bolse aristocrazie» di un pensiero laicista rivelatosi fallace e minoritario, per giunta. Teo con, neo con, teo lib,nuovi tradizionalisti, idealisti, realisti e dopo la vittoria, come capita, pure un po' opportunisti. Le parole si sprecano e nell'incertezza onomastico battesimale si riflette l'impossibilita di delimitare un magma, «con il suo materiale in candescente», come ha scritto Eugenia Roccella, che dal movimento delle donne, e da una famiglia storica del radicalismo italiano, si è ritrovata a difendere le ragioni della vita e dell’essere umano. Che vuol dire tutto, ma a volte anche nulla. 
Davvero incerti i confini di questo mondo allo stato nascente. Per cercare di capirne qualcosa, oltre al Foglio e all'Avvenire, occorre navigare in www. totustuus.it o nei forum di un sito che si chiama fattisentire.net, così come è utile ascoltare certe trasmissioni di Radio Maria o dare un'occhiata a un arco inusitato di variegatissime pubblicazioni, presenti e passate:«Cristianità», «Liberal» «Il Timone», «Nuova Storia Contemporanea» «Tempi», «Il domenicale».
Fenomeno d'importazione, made in Usa. Poderose fondazioni alle spalle (Heritage, Carnegie, American Enterprise, Cato, Hoover, Project for the New Arnerican Century). Una manciata di giornalisti, intellettuali e tecnocrati (Wolfowitz, Abrams, Perle, Kristol, Kagan, Podhoretz, Horowitz, Sullivan) dietro George W. Bush, l'imperatore. Ma qui in Italia, va da se, tutto diventa eccezionalmente italiano. Per cui si parte dall'embrione, ma può andare a finire in una campagna on line per l'abolizione del perizoma sulle spiagge. C'è da aprire gli occhi quando salta la separazione tra Stato e Chiesa, fra peccato e reato. Perché i «valori» i «sani valori di una volta» si diceva fanno curiosi scherzi. Così, negli anni cinquanta i prefetti della Repubblica (e di Scelba) si misero a battere gli arenili a caccia di bikini. C'è un’ampia pubblicistica in proposito, ma chi se ne ricorda più? Si parlò allora di una “tentazione spagnola”, o franchista. L'attuale candidato alla presidenza della Rai, il professor Mathieu, di Forza Italia, si è dichiarato un ammiratore di Salazar. Non sarà pure lui un teo con? Pare difficile trovargli qualcosa in comune con Giuliano Ferrara od Oriana Fallaci. Nessuno cerca qui di arruolare nessuno fra i teo con. Proprio in nome della distinzione fra religione e politica si può ritenere che gli “atei devoti” siano perfettamente in buona. Ma intanto la cronaca procede, i referendum si vincono e si perdono, le novità affiorano e perciò ci sono personaggi che più di altri rispecchiano la caotica creatività, la contaminazione fusionale del fenomeno, oltre che del momento. E allora, anche qui: per farsene un'idea vale la pena di buttare un occhio sulle evoluzioni di monsignor Fisichella, le accentuazioni di Buttiglione, le riconversioni idolatriche e post pagane dei leghisti; oltre a considerare i distinguo di Formigoni, i calori di Bondi, i circoli di Dell'Utri e i percorsi, invero spesso assai mutevoli, di Marcello Pera, l'amico laico del Papa, e della fondazione Magna carta. 
A quest'ultima parrebbero affiancarsi, in condizione di inespressa rivalità, i club dell'irrequieto Adornato che l'altro giorno ha ritenuto di dover spiegare come negli ultimi decenni “il sentimento prevalente era quello della dissoluzione della famiglia”, che invece non solo è un valore da recuperare, la famiglia, ma una “indispensabile premessa”. Il che porterebbe molto lontano la discussione, mentre il movimento, l'arcipelago, il magma o quello che e, appare spontaneo, concreto, ben piantato in un humus giovanile. 
E dunque i teo con per così dire di base se la prendono con le unioni gay e così “La mala educacion” di Almodovar. Difendono la presenza del crocifisso sui ogni possibile pubblica parete, protestano contro i draghi del capodanno cinese, gli è piaciuta moltissimo “The passion” e organizzano reti di e-mail ai danni de “Il Codice Da Vinci”. Parlano di relativismo, radici cristiane, eutanasia, bioetica, pillola del giorno dopo. Se non l'hanno già fatto, prima o poi i teo con pianteranno grane sull'insegnamento di Darwin a scuola. Ce l'hanno con i “cristiani arrendevoli”, i “cattolici invertebrati”. Un po' trascurano, si direbbe, la potenza della Grazia, la gloria della Redenzione, l'affiato salvifico della Misericordia di Dio, che vede provvede. E' una religione, la loro, che a occhio può sembrare timorosa, esclusiva, identitaria, combattiva, piena di divieti, a volte punitiva e penitenziale. E' difficile generalizzare, e ancora più ingiusto sarebbe arruolare. Ma alcuni di loro hanno come cult la battaglia di Lepanto; altri recitano rosari contro la costruzione di moschee; altri ancora chiedono provvedimenti contro i satanismi e le sette anche a costo di comprendere nel vasto elenco le pacifiche associazioni steineriane frequentate dalla moglie del presidente del Consiglio. 
Berlusconi no è un teo con. C'è qualche dubbio che possa esserlo uno che viene dal mondo del consumo e della tv. Però berluisconiani , come s'è visto, sono diversi che fanno riferimento a quel nuovo mondo; e si può pensare che lo stesso Cavaliere, sull’onda americana, apprezza la nettezza delle scelte e delle alternative. Da una parte il Bene e dall'altra il Male. Anche lui, come si ricorderà, ha finito per utilizzare questa chiave retorica: “Per farmi capire anche dalle nonnine” ha poi spiegato. 
Tutto infatti rischia qui di rotolare allegramente in caciara. Per cui l'icona delle icone teo con è quella del presidente Bush ritratto in preghiera con i suoi collaboratori prima di un consiglio di gabinetto. Mentre in Italia ecco Gigi Moncalvo, già direttore della Padania, che da inizio alla sua trasmissione facendosi il segno della croce, però in modo sbagliato. E non sai nemmeno se è un male; così come non sai come è possibile, o se e un male, che alla presentazione del libro “Bloc notes di un conservatore” (Spirali) dell'onorevole Mantovano, catto-tradizionalista ed editorialista di Cristianità, intervenga Adelina Tattilo, gloriosa editrice di Playmen.&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1171224680585494925-598245667177972184?l=ittehcciparual.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/598245667177972184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1171224680585494925/posts/default/598245667177972184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ittehcciparual.blogspot.com/2008/12/una-pagina-parte-per-la-satira.html' title=': UNA PAGINA A PARTE PER LA SATIRA'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SRJ9Xbg5GCI/AAAAAAAANTA/leUJ4ZNXybc/s72-c/v7ef4.jpg' height='72' width='72'/></entry></feed>
